DisabilitàSalute

Siamo tutti (o quasi) in salute

Doxa, in collaborazione con WIN, network internazionale di società di ricerca di mercato e
di opinione pubblica, lancia i risultati del sondaggio mondiale sul benessere fisico dei
cittadini di 40 Paesi di tutto il mondo. E certifica che il 76% degli intervistati si considera in
salute: buona o, addirittura, ottima. L’Italia vince su tutti (o quasi) arrivando a quota 83%.
Milano, 9 aprile 2019 — Doxa, in collaborazione con WIN, network internazionale di società
di ricerca di mercato e di opinione pubblica di cui è socio fondatore, rende noti i risultati del
sondaggio mondiale sul benessere fisico dei cittadini di 40 Paesi di tutto il mondo. E certifica
che il 76% degli intervistati si considera in salute: buona o, addirittura, ottima.

Solo il 4% si dichiara in cattiva salute e il 19% in una condizione di salute scarsa. Altra importante
evidenza emersa: le risposte degli uomini e delle donne sono molto simili, con valori
riferiti alla buona salute leggermente più elevati tra i maschi. Cambia invece la percezione a
seconda delle classi d’età: la quota di chi si considera in ottima salute, in particolare,
passa dal 33% degli under 18 al 10% degli over 64. A sorpresa, tra le varie parti del
mondo, i livelli più elevati di salute percepita sono stati rilevati in Africa Centrale e nel
Sud-Est asiatico, mentre i livelli più bassi si registrano in Europa, Medio Oriente e Nord
Africa. Nel Vecchio Continente fa eccezione l’Italia che svetta con un 83% di rispondenti
che hanno dichiarato uno stato di salute buono o ottimo, mentre il 14% degli italiani si
considera in scarsa salute e soltanto il 3% in cattiva salute.

Ma quali sono i comportamenti, le abitudini, gli stili di vita e di consumo che possono
avere un impatto anche decisivo sulla salute di tutti noi? Doxa, in collaborazione con WIN,
ne ha individuati 5, fotografando numeri e tendenze da tenere bene a mente.

  1. Fumo: il 26% delle donne e il 45% degli uomini, a livello mondiale, dichiara di
    fumare: regolarmente o occasionalmente. Con una grandissima differenza tra i diversi
    Paesi: si passa dal 22% dell’Australia all’80% del Messico. In Italia la percentuale
    di fumatori si attesta al 36%, in linea con la media mondiale pari al 35%.

  2. Alcol: sicuramente influenzato dalle credenze religiose e dai diversi contesti culturali,
    il consumo di alcol presenta un tasso di variabilità ancora più marcato tra i singoli
    Paesi. I consumatori abituali (molto spesso/abbastanza spesso) risultano quasi la metà
    della popolazione in Messico (49%) mentre coprono soltanto l’1% in Palestina e
    Indonesia. In Italia sono l’11%, nettamente meno della media mondiale (19%).

  3. Attività fisica: il 37% della popolazione mondiale fa regolarmente attività fisica
    (molto spesso/abbastanza spesso) con qualche differenza fra maschi e femmine
    (rispettivamente 39% e 35%), e fra giovani e meno giovani (48% per gli under 18,
    42% nella fascia 18-24 anni, tra il 33% e il 37% fra i 25 e 64 anni, per poi al contrario
    risalire dopo i 64 anni al 41%). Tra i 40 Paesi coinvolti ci sono enormi differenze: pratica attività fisica il 69% della popolazione in India mentre soltanto il 20% in Brasile e Indonesia. In Italia circa 1/3
    della popolazione adulta (34%) pratica attività fisica molto o abbastanza spesso.

  4. Stress: il 30% degli intervistati a livello mondiale dice di sentirsi stressato (molto o
    abbastanza spesso). In Italia coloro che si riconoscono in questa situazione sono pari
    al 28%, dunque – seppure di poco – al di sotto della media complessiva.

  5. Sonno: il 64% dei rispondenti nei 40 Paesi coinvolti nell’indagine dichiara di dormire
    bene (molto o abbastanza spesso), senza grandi differenze tra i diversi sottogruppi del
    campione. Anche in questo ambito il dato italiano denota una situazione migliore
    rispetto alla media mondiale (70%).

Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa e presidente di WIN, afferma:
«La salute rimane per molti aspetti il fulcro della nostra vita quotidiana. Spesso la diamo per
scontata, almeno finché qualcosa non comincia a preoccuparci.

Siamo costantemente circondati da messaggi sulla salute e sul benessere, ma quanto ci sentiamo davvero in salute? Dal nostro sondaggio mondiale basato su 30,890 interviste in 40 Paesi, pare che il
sentirsi in buona salute non sia sistematicamente connesso con i fattori di rischio associati ai
nostri comportamenti. La stragrande maggioranza della popolazione mondiale dichiara
infatti di avere una salute buona o ottima, anche al di là delle reali condizioni di vita; può
essere dunque che tale percezione renda difficoltoso per le istituzioni che si occupano di
salute ottenere grandi cambiamenti nei comportamenti, volti al miglioramento della salute

collettiva. La ricchezza dei risultati di questo sondaggio è importante e affascinante, e WIN è
orgogliosa di poter dare un contributo alla conoscenza e al miglioramento della salute a
livello mondiale».

Campione e metodologia:
In totale sono state intervistate 30.890 persone, sia di persona che per telefono e online, tra
ottobre 2018 e gennaio 2019. Il margine d’errore è compreso fra 2,4 e 4,4% ad un livello di
confidenza del 95%.

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