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L’arte per Vidas

ASTA BENEFICA: Artisti generosi alla battuta solidale

Seconda edizione dell’appuntamento per collezionisti e amanti del contemporaneo.

49 artisti tra cui pesi massimi (Arnaldo Pomodoro, Pino Pinelli e Emilio Isgrò, per non citare che questi), promesse luminose (Francesca Matarazzo e Andrea Bianconi) e piacevoli rivelazioni (lo sapevate che Tony Dallara è un pittore spazialista?).

Mercoledì 29 maggio ore 18,30 – Sala Assemblee UBI in via Fratelli Gabba 1

Esposizione: 28 maggio ore 16-18 29 maggio 10-18

Milano, aprile 2019 – Un debutto di successo non può che indurre a ripetere l’esperienza. Successo annunciato per l’asta L’arte per Vidas, organizzata in collaborazione con Sotheby’s e promossa da un comitato scientifico che, oltre ai due presidenti Vidas, Ferruccio de Bortoli e Mario Usellini, annovera Aldo Colonetti, Gabriele  Mazzotta, Luigi Sansone e Vittorio Sgarbi. Per la seconda edizione saranno messe in vendita 52 opere per un totale di 49 artisti appartenenti al panorama artistico contemporaneo, molti dei quali già presenti nel 2018.

Le opere raccolte attraversano un arco cronologico che va dal 1936 (con un’opera di Cesare Andreoni, firmatario nel 1929 del Manifesto dell’Aeropittura Futurista, ed esponente di spicco del secondo futurismo) al 2019. Svariate le opere pittoriche e scultoree dalla metà degli anni sessanta fino ai giorni nostri.

Tra gli artisti maggiormente noti possiamo annoverare: Arnaldo Pomodoro, Emilio Isgrò, Piero Gilardi, Valentino Vago, Agostino Bonalumi, Pino Pinelli, Dadamaino, Walter Valentini, Enrico Baj, Gianni Colombo, Gillo Dorfles, Angelo Savelli, Gianni Dova, Emilio Tadini, Cesare Andreoni. L’opera di Amalia del Ponte, invenduta, viene riproposta. Tra le personalità presenti quest’ anno possiamo citare artisti poliedrici: Tony Dallara, non solo cantante e vincitore del primo Sanremo ma, prima ancora che di esordire come cantante, pittore spazialista; Gianluigi Colin, per anni Art Director del Corriere della Sera; Paolo Manazza critico d’arte e direttore della rivista Artslife; Roberto Miniati, artista romano, presente, per il terzo anno consecutivo, alla Biennale di Venezia, che ha donato un’opera incentrata sulla compenetrazione dei valori cromatici; Francesca Matarazzo, con le sue intense e materiche poesie visive, la cui opera è stata la più quotata (insieme alla mela in bronzo di Alik Cavaliere) lo scorso anno (5000 euro); Andrea Bianconi, pittore, scultore, performer, che vive e lavora tra Vicenza e New York,  presente anche quest’ anno con un suo bel disegno a inchiostro.

Artisti e collezionisti hanno donato, con grande generosità, le loro opere a sostegno di Casa Sollievo Bimbi, primo hospice pediatrico della Lombardia, dove verranno assistiti bambini e ragazzi con malattie inguaribili insieme alle loro famiglie.

L’asta sarà battuta da Raphaelle Blanga di Sotheby’s.

Qui una selezione (Bonalumi, Matarazzo, Pinelli, Pomodoro, Dallara, Gilardi) di immagini in alta risoluzione: https://we.tl/t-rNeKzr7zbo

Nota critica: un percorso all’interno dell’esposizione

Oltre alle opere pittoriche, abbiamo un’interessante sezione con incisioni e litografie, alcune delle quali sono prove d’artista (Luca Crippa, Agostino Bonalumi, Giancarlo Cazzaniga, Emilio Isgrò, Luciano Lattanzi).

Rispetto all’ asta dello scorso anno, nella quale molte delle opere erano di matrice astratta e informale, in questa nuova raccolta riaffiora un ritorno alla figurazione, in alcuni casi legata ai grandi maestri del passato, come Gianluigi Colin e Laura Pitscheider che si ispirano alla perfezione e all’immobilità dei volti di Piero della Francesca.

Il tema della figura umana viene ripreso nel serioso e riflessivo volto di Papa realizzato da Nino Caffè, mentre Enrico Baj ripropone la tematica del ritratto in maniera scomposta e caricaturale.

In Vincenzo Balena, vi è una trasposizione bidimensionale delle fragili e quasi “effimere” figurazioni che ritroviamo nelle sue poetiche sculture.

Tra le opere abbiamo anche alcune Nature morte (Attilio Alfieri, Luca Crippa, Giancarlo Cazzaniga), delle vedute urbane e scorci di paese (Attilio Alfieri, Giovanni Cerri).

Quel sentimento ” classico” della natura si stempera nell’ astrazione nelle delicate ed organiche composizioni ad acquarello di Davide Benati.

Nella scultura in poliuretano espanso di Piero Gilardi ritroviamo una natura dal sapore fiabesco e giocoso.

All’ interno della sezione dedicata alla scultura abbiamo inoltre il suggestivo piatto in grès smaltato di Arnaldo Pomodoro, la scomposizione di luce e spazio nel ” Tropi” di Amalia del Ponte e la profonda e misteriosa spiritualità trasmessa dalla scultura in legno bruciato di Pietro Coletta.

La delicatezza e le infinite possibilità percettive della ceramica raku sono il tema affrontato da Eugenia Scaglioni nella sua opera ” Temporale in città”.

Una pittura scultorea riecheggia nel rosso brillante delle forme dipinte da Pino Pinelli, così come lo studio delle possibilità cromatiche dell’arancio sembra essere al centro della ricerca dell’opera di Valentino Vago.

Nelle due belle opere di Walter Valentini domina l’attenzione verso lo studio prospettico, con un sensibile richiamo alla perfezione di forme e spazi ideali di matrice rinascimentale.

Uno spazio continuo ed “elastico” lo ritroviamo nelle due serigrafie donate dall’ Archivio Gianni Colombo.

In esposizione, abbiamo quasi tutti artisti italiani, molti lombardi; della nostra cara penisola ci parla proprio Emilio Isgrò, nella sua attualissima cartina cancellata: un’Italia frammentata, che deve ” ricostruirsi” per mantenere viva la propria identità culturale.

 

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