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AttualitàEconomia e scuola

L’INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO: COME AFFRONTARE IL RIENTRO IN CLASSE?

Il Prof. Raina, docente di lettere e volto de Il Collegio, e il prof. Masini, docente di religione specializzato in e-learning, offrono un quadro della situazione, sottolineando l'importanza di una didattica integrata.

L’emergenza sanitaria ha presentato varie sfide, anche nell’ambito della didattica: i docenti hanno dovuto cercare un metodo alternativo alle lezioni in presenza in un tempo ridotto e, per questo motivo, la didattica a distanza è sempre più un argomento di grande attualità e uno strumento indispensabile per il mondo dell’istruzione contemporanea.

BricksLab – la piattaforma di contenuti editoriali che permette di costruire una didattica interattiva e personalizzabile fatta di contenuti certificati – ha esaminato il particolare momento storico che stiamo vivendo, nei primi giorni della tanto discussa ripresa delle lezioni, chiedendosi “Ma cosa pensano i professori e con quali strumenti si può affrontare questa nuova normalità?”.

Un parere, quello dei docenti, fondamentale per poter capire la direzione più giusta da prendere, soprattutto all’interno di un panorama frammentato e ancora incerto.

Il Prof. Raina – insegnante di lettere e personalità conosciuta a livello nazionale perché docente nel famoso reality Il Collegio e il Prof. Masini – docente di religione e esperto di e-learning – ci aiutano a dissipare dubbi e domande, mettendo al centro sempre lo studente e le esigenze della classe, avendo presente che la priorità è trovare un metodo di insegnamento e una didattica modulabile e flessibile, proprio come il periodo storico richiede.

Alla domanda riguardo ai bisogni degli studenti per questo nuovo particolare anno scolastico, Raina risponde: “Lo sforzo degli insegnanti è evidente: è stato impegnativo cambiare i paradigmi di una professione che fa del contatto e della vicinanza emotiva il canale privilegiato per insegnare ed educare. Eppure tutti si sono accorti, in questi mesi, che la scuola non è solo conoscenza. È un dispositivo complesso, incubatore di socialità, di relazioni, di vita. Gli studenti hanno bisogno di recuperare questa duplice dimensione: ritrovare degli spazi in cui imparare insieme e crescere in un contesto parallelo a quello famigliare e personale”.

Il distanziamento sociale colpisce in modo particolare gli studenti che, fino a pochi mesi fa, vivevano la scuola anche come un momento di condivisione e convivialità. “La dissonanza cognitiva – prosegue il professor Raina – che stiamo vivendo attualmente porta a isolamento, timore e incertezza. Credo che tutti, studenti compresi, e a maggior ragione i più piccoli, abbiano bisogno di ritrovare rassicuranti routine. La routine è una ritualità fatta di piccole zone di comfort, spazi e momenti dove poter creare, pianificare e imparare a stare con gli altri”.

Sicuramente bisognerà affrontare l’insegnamento in modo molto più digitale e innovativo, partendo dalla digitalizzazione: “Finalmente è possibile far intravedere quali potenzialità offre il digitale a supporto della didattica. Occorre però cavalcare l’onda, permettere di sistematizzare le conoscenze apprese, magari con corsi di formazione, e un uso sempre più consapevole degli strumenti a servizio dell’apprendimento”, commenta Raina.

“L’introduzione della didattica digitale integrata consente l’ingresso in situazioni nuove, certamente non prive di problematiche sia didattiche che tecnologiche. Con l’introduzione degli alunni cosiddetti “fragili” previsto dalle Linee Guida del MI, si suppone che potenzialmente ogni classe possa avere uno o più alunni distanziati a casa. Non solo, l’adeguamento dei posti in aula alle normative sanitarie, fa sì che ci siano frequenti i casi di alunni sovrannumerari che vengono distanziati in appositi ambienti all’interno della scuola, oppure che seguono da casa. Questo significa che non solo potenzialmente ma proprio nella più ordinaria quotidianità, ogni lezione è contemporaneamente didattica in presenza e didattica a distanza” – ha aggiunto Masini

Oltre all’innovazione tecnologica un altro punto su cui porre l’attenzione è lo sviluppo di una tecnologia nativa per la didattica. “Dal punto di vista delle tecnologie, più sanno e sapranno supportare tali forme ibridate di insegnamento, più potranno essere uno strumento autenticamente didattico, e modellarsi sulle forme degli apprendimenti. Per queste ragioni è necessario che le tecnologie siano native per la scuola, mentre sappiamo bene come la grande maggioranza di quelle attualmente presenti sono state importate da mondi commerciali.” – ha aggiunto Masini. “Ad esempio, il portale BricksLab si pone nella linea di confine tra la cassetta degli attrezzi e il modellatore, il classificatore dei contenuti e dei dati, un cruscotto del sapere che aiuta a ricollocare temi e informazioni secondo disegni non schematici ma neuronali, flessibili e adattivi verso i problemi e le nuove domande.”

Una domanda frequente in questo periodo è come la didattica a distanza possa aiutare nel pratico i due attori principali in scena, ossia insegnanti e allievi. La didattica deve promuovere collaborazione, progettazione e creazione di contenuti, capacità digitali ormai imprescindibili.

Il Prof. Raina approfondisce: “Per tutti gli alunni, anche quelli con bisogni educativi speciali l’utilizzo del digitale nella didattica si rivela essere una modalità vincente per approcciare i contenuti. Una lezione pensata su BricksLab è tutto questo: uso del digitale inclusivo e spunto a utilizzare i dispositivi in modo critico per acquisire conoscenza”.

Una questione correlata con la didattica a distanza è il mantenimento delle dinamiche di classe attraverso gli strumenti digitali. A tal proposito, Raina afferma “Una piattaforma didattica come BricksLab permette di acquisire contenuti e modificarli, rielaborarli, anche in modo collaborativo, costruendo, ad esempio, dei gruppi o classi di lavoro”, permettendo così la continuità con la scuola tradizionale.

Il Prof. Raina conclude l’analisi sulla situazione in questo modo: “È difficile fare previsioni ed è inutile destreggiarsi tra pessimismo e ottimismo. Sicuramente abbiamo bisogno di una didattica immersiva, aperta all’attualità e collaborativa. L’entusiasmo di chi ama svolgere il proprio lavoro rimane un fattore fondamentale e, così come è sempre stato, i bravi maestri sono ciò di cui abbiamo davvero bisogno”.

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