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“Restituisci tutto il mutuo”

Così scatta la botta della banca

Se è noto in anticipo rispetto al contratto specificato al momento dell’emissione del prestito, la banca può utilizzare la cosiddetta «Risoluzione» .

Le convenzioni, firmate da soggetti legati ad un istituto bancario, sono sempre punite davanti a un pubblico ufficiale nelle sue fasi finali.

La seconda persona, solitamente il notaio, è incaricata a certificare, verificare, e provare i dati che compaiono nel contratto, e accertare che entrambe le parti siano d’accordo sui termini, infine formalizzare l’atto.

Pertanto, secondo le disposizioni di legge, la firma del redentore diventa la base per garantire i diritti e gli obblighi delle due parti del contratto, nonché creare valore legale per il prestito stesso.

Pertanto, il contratto prevede che la banca sia individuata dal mutuatario per anticipare l’importo necessario per acquistare il bene in questione.

L’immobile è accatastato per ipoteca a garanzia di credito anticipato. Pertanto, dal momento della sottoscrizione, essendo il prestito titolo con effetto immediato, la banca diventa creditore privilegiato.

In pratica, il mancato pagamento di alcune delle rate pattuite è sufficiente a differire il debito per far scattare la pretesa del finanziatore, in questo caso la banca.

Tuttavia, in alcuni casi, nemmeno una rata regolare può essere sufficiente per evitare problemi: la banca ha infatti la possibilità di annullare la rata e chiedere al mutuatario di rimborsare l’intero importo.

Questa possibilità dalla parte della banca è definita nell’articolo 1186 del codice civile, ed è denominata “Decaduta dalla carica”.

“Sebbene il termine sia fissato a favore del debitore, il creditore può richiederlo immediatamente se il debitore è inadempiente o ha diminuito,  le garanzie che aveva date o non ha dato o che erano state promesse, dove si legge nell’articolo citato.

Anche se non è’ una situazione che si verifica molto spesso, anche perché di norma il mutuatario non potrà mai rimborsare cifre così elevate in pochi giorni.

Tuttavia, il creditore finirà probabilmente per presentare un reclamo diretto contro la proprietà. Il motivo principale che ha portato la banca a confiscare il termine è dovuto ad una violazione del contratto, quindi non può pagare a rate.

Prima di passare all’esecuzione della garanzia, l’istituto finanziario esercita tale diritto, anche se nella maggior parte dei casi non può essere esercitato.

Un altro scenario contemplato per avvicinarsi al “Term of Foreclosure” è il fatto che l’Agenzia delle Entrate può richiedere garanzie reali per recuperare crediti dal debitore.

In questo caso, ma solo se previsto dal contratto stipulato dinanzi al notaio, l’istituto bancario può richiedere la restituzione immediata dell’intera somma anticipata.

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