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Scuola, trasporti e università. Quale sarà lo scenario da settembre?

Con l’estate iniziata e gli esami conclusi – per chi ha affrontato la maturità – i ragazzi che frequentano la scuola, si godono una meritata vacanza lunga fino a settembre, come da prassi. Ci si interroga appunto come a settembre ci si organizzerà per le scuole: la lezione dello scorso anno avrà insegnato qualcosa? Si spera.

Tornare con la didattica a distanza – meglio nota con l’acronimo DAD – significa aver perso, significa muovere un passo all’indietro invece in avanti. Tutto naturalmente dipenderà dalla pandemia, se resta stazionaria come ora o cambierà. Se cambierà, ci auguriamo migliorando e non peggiorando nuovamente.

E questo anche dipenderà, dipenderà come ci comportiamo in questa estate. Se persisteranno l’indifferenza, il menefreghismo e la superficialità, non ci sarà scampo per uscirne del tutto da questa situazione. Nel mirino ci vanno i ragazzi sovente distratti, figuriamoci davanti a una vicenda così seria e delicata.

Ci vanno coloro che lavorano sulle spiagge che gestiscono lidi o discoteche (su questo punto sembra che saranno vietate quelle all’aperto), se c’è troppa affluenza è doveroso evitare che ci sia. Il tutto è connesso a un mero discorso: eludere che si diffonda un’eventuale terza ondata.

Sarebbe la fine del mondo, peggio di quella esorcizzata dai Maya per dicembre 2012; il covid-19 è stato ugualmente la fine del mondo. Il pericolo è in agguato – specie se la Variante Delta diventi sempre più seria da come si vocifera – dunque spetta a noi comportarci bene, sennò non ne usciremo davvero più, se non c’è responsabilità.

La scuola si aggancia al discorso trasporti, perché c’è chi per andare a scuola si muove con i mezzi. A settembre 2020 si è deciso di non ingolfarli troppo, col 50% della capienza. Si resta con questa idea o si tenta di eliminarla e tornare al 100%? Interrogativi che il Primo Ministro assieme alle Regioni, risponderà.

Alla scuola e ai trasporti ci aggiungiamo anche l’università, argomento che sporadicamente si dibatte, come se non fosse la priorità. Molteplici ragazzi che hanno affrontato la maturità, si iscriveranno all’università e sono del tutto ignari di quale scenario si presenterà davanti a loro negli atenei.

L’università quasi come se non esistesse, sempre e solo la scuola è stata considerata e menzionata. Come ci si comporterà per chi si appresterà ad affrontare un nuovo anno accademico o debutterà all’università? Quali misure e disposizioni si adotteranno? Essere delucidati in proposito quanto prima, non dispiace.

 

Alfonso Infantino

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