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“Rispetto e devozione. Le grandi vie delle religioni cinesi”

Il nuovo progetto espositivo del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma visibile al pubblico fino al 30 ottobre 2022

Un nuovo progetto espositivo animerà l’estate del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma. Grazie all’esposizione dei dipinti delle storie esemplari, sarà possibile indagare l’essenza stessa delle grandi religioni cinesi.

Undici dipinti tradizionali verranno esposti come nell’Antica Cina e, grazie al metodo educativo dell’esempio, andranno a illustrare le grandi virtù che ogni suddito cinese doveva dimostrare nel periodo dell’età imperiale.

L’amore e il rispetto verso i genitori e gli antenati costituiscono l’essenza stessa del vivere con virtù, secondo la cultura cinese più antica.

Tali valori plasmano l’educazione dei figli che, mediante exempla, apprendono i modelli di comportamento più fecondi, autentici ideali di vita, nonché direttrici fondamentali nel condurre l’Uomo a trascendere l’effimero del mondo e a giungere a un’esistenza nuova ed eccelsa.

L’essere umano per sua stessa natura apprende mediante l’imitazione, un principio pedagogico originario che accomuna tutte le culture secolari e che, nella tradizione cinese, trova la sua massima espressione nel principio dell’emulazione.

I modelli da seguire sono uomini e donne che sin dalla fanciullezza si sono contraddistinti per il rispetto e la benevolenza rivolta ai propri genitori; modelli reali che si animano di fragilità e qualità, così da avvicinare il maestro all’allievo.

L’ uomo che si dedica alla conoscenza di queste storie esemplari assume e interiorizza le virtù più elette che lo conducono lungo la via della compiutezza. Un sentiero da percorrere tracciato con insegnamenti simili dalle due grandi correnti filosofiche che animano il pensiero religioso cinese: il Confucianesimo e il Taoismo.

La mostra, visitabile fino al 30 ottobre 2022, si articola sull’esposizione di una serie di dipinti a colori che raffigurano esempi cinesi tradizionali, dell’assoluta devozione che si deve riservare ai genitori, oltre a sculture che testimoniano l’aspirazione all’armonia universale.

Afferma Chiara Allegrivice direttrice del Museo d’Arte Cinese ed etnografico: “Questa esposizione vuole affermare la preziosità dell’antica cultura cinese, non solo nella produzione artistica, ma anche nella costituzione di un apparato culturale religioso che, grazie all’alto valore assunto in questa civiltà millenaria, abbatte ogni barriera tra condotta interiore dell’individuo e aspirazione sociale”.

Esprime entusiasmo per questo progetto Padre Alfredo TurcoSuperiore dei Missionari Saveriani: “La produzione di questo progetto amplifica ciò che il nostro Museo e la nostra congregazione missionaria porta avanti da più di un secolo. L’amore ed il rispetto per le culture altre non possono trascendere dalla profonda conoscenza per ogni forma espressiva che, nelle nostre missioni, andiamo ad incontrare”.

Per informazioni:

Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, viale San Martino, 8 – 43123 Parma

Mostra: “Rispetto e devozione. Le grandi vie delle religioni cinesi”

Dal 18 giugno al 30 ottobre 2022

Tel: 0521 257337

Sito web: www.museocineseparma.org

E-mail: info@museocineseparma.org

Orari: da martedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. La domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19. Lunedì chiuso.

Ingresso al museo: € 3 (adulti) € 1.50 (under 18)

L’accesso alla mostra è compreso nel biglietto di ingresso al Museo.

Su prenotazione possono essere svolti laboratori didattici a tema.

Il Museo d’Arte Cinese di Parma, voluto nel 1901 dal fondatore dei missionari saveriani e grande visionario Guido Maria Conforti (allora vescovo di Parma) proclamato santo nel 2011, rappresenta un contenitore artistico e documentario di eccezionale importanza, frutto di un lungo percorso storico. Per alcuni decenni i Saveriani operarono esclusivamente sul territorio cinese e fu proprio ai missionari presenti in Cina che il Conforti si rivolse, chiedendo loro di inviare periodicamente a Parma oggetti significativi di arte e vita locali. Dagli anni Sessanta il museo si arricchì di materiale di natura etnografica proveniente da altri paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, divenendo testimonianza della vita e cultura di tre continenti. Accanto alla collezione fondante di terrecotte, porcellane, paramenti, statue, dipinti, fotografie, oggettistica varia e monete rare provenienti dall’Estremo Oriente, sono infatti esposti ad esempio oggetti del popolo Kayapò, un piccolo gruppo indio dell’Amazzonia che rappresenta le tante minoranze depositarie di un immenso bagaglio di valori. Ristrutturato nel 2012 presenta un allestimento moderno ed è ricco di iniziative anche per bambini.

Un'eredità che vale una vita
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