Giornata mondiale delle vittime sul lavoro, una seconda domenica di ottobre nel segno della malinconia e della tristezza, se si dedica una giornata sul calendario per ricordare chi lavorando non è più tornato a casa sua. E chi si assume la responsabilità di un sacrilegio simile? Il Capo dello Stato – Sergio Mattarella ndr – ha esclamato così in proposito: “Morire sul posto di lavoro è uno scandalo inaccettabile in un paese civile“. Ai familiari che hanno perso purtroppo parenti – solo perché lavoravano – cosa diciamo? Affondiamo il dito ancora di più in questa piaga in cui non si sa come uscirne definitivamente. Non ci si può rassegnare a un qualcosa del genere.
Giornata mondiale delle vittime sul lavoro, esiste l’ispettorato del lavoro?
E’ quello che una persona normale si chiede: esiste chi controlla? Chi ispeziona? Chi verifica se le condizioni generali del contesto dove si lavora, sono idonee per lavorare? A quanto pare ad oggi sembra una figura mitologica che non si sa dove è o se esercita ancora la sua professione. Un quadro forse un po’ drastico, ma necessario per rendere l’idea di come è l’odierna situazione. Un morto e tre feriti al giorno quasi: imperdonabile! Apriamo gli occhi e la testa, soprattutto: facciamo aprire gli occhi e la testa. Non assecondiamo l’idiozia altrui, la quale ci indirizzerà sempre su una brutta strada. Ci si preoccupa di tante cose, dimenticando l’essenziale: la vita!
