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Laura Teruzzi: con Giotto la dolcezza esce dal carcere

Un progetto volto all'inclusione sociale a Padova coinvolge i detenuti, creando un'eccellenza nel mondo della pasticceria artigianale.

Dai i prodotti tradizionali legati alle ricorrenze, si è passati nel corso del tempo alla realizzazione di vere e proprie chicche dolciarie, in cui la creatività si fonde con le straordinarie capacità pasticcere, e al grande cuore solidale. Andiamo a conoscere meglio questa bellissima realtà dal grande cuore pulsante, dietro le sbarre a Padova, portata avanti da Laura Teruzzi.

Laura Teruzzi: una passione, che guarda oltre le sbarre

I grandi occhi di Laura Teruzzi ci incrociano nel corso di uno dei tanti eventi enogastronomici a cui l’imprenditrice partecipa ormai da tempo. “Siamo la work Crossing come azienda, e ci occupiamo di ristorazione già da più di 30 anni. Nel 2005 c’è stato proposto di gestire un progetto per 10 carceri in Italia, con il  seguire la mensa interna dei detenuti”.

Ecco la chiave di svolta della visione imprenditoriale, che si è manifestata con il mondo presente nelle carceri italiane: “Questo ha fatto sì che un nostro cuoco entrasse in carcere e insegnasse ai ragazzi a cucinare. Tanto è piaciuta l’esperienza, che abbiamo pensato di spostare proprio il nostro laboratorio di pasticceria oltre le mura del penitenziario. Quindi con un pasticcere due, tre detenuti con a disposizione i primi rudimenti – prosegue con il suo coinvolgente entusiasmo Lura Teruzzi – il carcere di Padova, che era di massima sicurezza, ha aperto le sue porte blindate ad una nuova possibilità di riscatto, per i suoi detenuti”.

Sicuramente le pene lunghe permettono di avere il tempo necessario per attuare un percorso formativo all’interno di penitenziari, trasformando lo scorrere del tempo, in una possibile occasione di formazione e  rieducazione, attraverso il lavoro. Lo scorrere del tempo diviene prezioso.

A quanto pare il progetto avviato con qualche titubanza, ha funzionato, tanto che Laura Teruzzi non ci ha pensato molto insieme al suo staff, nel voler ampliare l’operatività aziendale, spostando più materiale, più risorse e più energie all’interno del penitenziario padovano.

“Il nostro obiettivo è che il lavoro in carcere sia un ponte tra il mondo fuori e dentro, uno strumento riabilitativo concreto, un luogo dove mettersi alla prova prima di tornare in società”. Questa frase la ritroviamo sul portale della pasticceria solidale, e racchiude in pochi passaggi tutta la filosofia di questa deliziosa Azienda.

Corsi di formazione e prime retribuzioni nel recupero della dignità

“Ovviamente i ragazzi che si propongono gli vengono fatti fare dei corsi di formazione professionale. Tutto si svolge come se si fosse fuori dalle mura. Poi seguono un paio di tirocini – prosegue Laura Teruzzi -, e chi supera tale percorso formativo, viene assunto dalla nostra azienda. Sempre però il tutto rimane all’interno del carcere. Ecco perché  tale attività risulta essere estremamente importante, per coloro che non possono uscire. Il nostro progetto di formazione in carcere permette di imparare un mestiere, che di sicuro è uno dei più belli del mondo, e di acquisire padronanza nello svolgere un lavoro in tutta autonomia”.

Nella pratica della pasticceria nulla è lasciato al caso. L’esecuzione delle metodologie deve essere rigida e precisa, riflettendo così quella che è una delle direttive principali del processo di rieducazione, per gli ex detenuti. Nel laboratorio di pasticceria si vivono atmosfere davvero uniche.

In classe con un campione

Coloro che fanno parte integrante del progetto solidale dietro le mura del carcera di Padova hanno avuto la possibilità di frequentare la due giorni di master con un insegnante d’eccezione. A tenere le lezioni al laboratorio del carcere Due Palazzi di Padova ha fatto la sua comparsa il Campione del mondo e maestro di pasticceria, Francesco Boccia

I ragazzi pasticceri hanno vissuto una full-immersion formativa di due giorni andando ad approfondire temi di estrema attualità nella pasticceria contemporanea: le forme pulite nell’estetica del prodotto dolciario,  e leggerezza del gusto.

Ma questo non sarà da classificarsi come un’evento sporadico. Infatti il Campione del mondo della pasticceria ha anticipato che sarà disponibile ad un ritorno in laboratorio, per far conoscere ancora i suoi preziosi segreti dell’alta pasticceria contemporanea.

La riconquista della propria identità

Questo è quindi uno dei canali che ha permesso al team di Laura Teruzzi, di riuscire ad entrare in empatia, fornendo anche i giusti presupposti volti ad una rinascita personale, dei detenuti partecipanti alla formazione. “Sappiamo bene che queste persone oltre che al potersi riappropriare della propria dignità tramite il lavoro riescono ad ottenere nel tempo, anche uno stipendio. Così facendo si pagano le spese carcerarie che nessuno ci pensa – ci racconta Laura Terruzzi-, che altrimenti verrebbero pagate solo con le nostre tasse”.

Il progetto solidale cresce

Laura Teruzzi ci racconta inoltre che spesso i detenuti sono l’unico sostegno economico per le loro famiglie:” Con le nostre retribuzioni all’interno del penitenziario,  i detenuti hanno dei soldi da mandare alla famiglia. Molto spesso queste persone vengono abbandonate dl loro nucleo familiare, proprio perché purtroppo non hanno più nulla da dare. Anzi partecipando alla nostra formazione professionale possono sperare di trovare una volta fuori dal carcere,  qualcuno che gli aspetti, e quindi di non rischiano di ricadere nel delinquere, perchè ormai hanno un mestiere”.

“Ad oggi abbiamo assunto fino a 45 detenuti, e speriamo di fare ancora di più”. Il volto di Laura  traspare tanta passione, tanto impegno e ancora tanta voglia di improntare nuovi progetti, con nuove prospettive. L’Azienda che la vede impegnata ventiquattro ore su ventiquattro tra formazione, promozione, ricerca e contatti esterni, vanta di aver fatto riscontrare che se a  livello nazionale normalmente la recidiva degli ex detenuti è il 90%, con chi segue un progetto come questo, il dato  si abbassa sotto al 5%. “Direi pertanto che abbiamo dimostrato che questo è un progetto che porta risultati concreti. Siamo orgogliosi di portare avanti l’iniziativa , ma non da meno è stato il grande impegno del direttore del carcere, con cui si è andato instaurando un rapporto di stima e di fiducia reciproca”.

” Se non vi sono i presupposti e il grande senso di responsabilità da ambo le parti – prosegue Laura Teruzzi-, ciò influisce negativamente sui progetti da perseguire. Invece nel nostro caso pur negli anni sono cambiati i direttori, il progetto era partito, ed è stato condiviso. Quindi ad oggi possiamo proseguire serenamente”.

Iter di sicurezza, che si trasformano in “semplici passaggi obbligati”

Ogni mattina chi deve andare a lavorare all’interno del carcere di Padova  deve seguire una rigida procedura passando  una decina di cancelli: “Si lavora con i nostri splendidi ragazzi, e poi la sera bisogna fare il percorso al contrario, e non poter condividere con loro momenti ” fuori”. Non è semplice a livello emozionale, ma il fine del nostro lavoro, ci rende consapevoli di quello che stiamo creando. Non mi riferisco di certo alla pasticceria”.  Così ci racconta Laura Teruzzi. Una nuova possibilità eccola offerta a chi molto spesso di possibilità di riscatto non ne ha mai avute prima.

Nuovi progetti all’orizzonte?

Le menti creative e poliedriche sappiamo bene che sono in un continuo fermento. A tal riguardo giriamo la domanda a Laura Teruzzi: ” In realtà questo è il nostro progetto più grande. Certo poi in realtà cerchiamo di associare anche collaborazioni con altre associazioni. Ultimamente sono appena entrati in carcere anche un gruppo di cechi e ipovedenti di Padova perché abbiamo attivato un paio d’anni fa una nuova collaborazione. Tanto è vero che abbiamo creato una packaging con scritte in Braille, e devolviamo parte del ricavato anche a questa associazione che abbiamo a cuore. Inoltre collaboriamo con le donne, tipo a Palermo, nell’ambito di una  sartoria sociale, che offre sostegno a chi vive in condizioni di disagio”.

L’imprenditoria non smette di andare a braccetto con il solidale, creando nuove collaborazione e sinergie che faranno battere più forti molti cuori, regalando nuove opportunità di riscatto e di una nuova dignità, a chi pensava di non poterne avere più.

Grazie Laura Teruzzi, per aver dato una nuova visione al concetto di dolcezza, insieme con tutti i tuoi preziosi collaboratori, proprio dove forse se ne sentiva di più la sua mancanza!

Foto gallery: quando la dolcezza lenisce le amarezze della vita

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