13 luglio una sparatoria a Butler durante il comizio di Donald Trump: una notizia e immagini che fanno il giro del mondo. L’eco di uno sparo che arriva fino ai piedi del Cervino all’atelier del Maestro Gabriele Maquignaz, colpendolo nel profondo senza lasciargli scampo costringendolo a “creare”, traducendo quelle emozioni in un’Opera unica, ad “imperituro ricordo”, di un ennesimo gesto di violenza.
NO WAR è un grido universale, un no alla violenza, ai conflitti; un’Opera che il Maestro ha creato con un solo colpo del fucile col quale dipinge, con uno sparo che non uccide, ma genera Bellezza, diventando un’arma di Pace.
Gabriele Maquignaz è un’artista della Imago Art Gallery di Lugano, che per la stagione estiva 2024 presenta ABSTRACT – LE REALTA’ INVISIBILI, una collettiva in cui sono presenti Gabriele Maquignaz e artisti del calibro di Arnaldo Pomodoro e Nicola De Maria. Con la stessa Galleria sarà al Seattle Art Fair dal 25 al 28 luglio.
Un’ottima annata per l’Artista presente alla 60° Biennale di Venezia, Padiglione Grenada e in contemporanea ad Aosta dove la Regione autonoma della Valle D’Aosta gli ha dedicato una monografica, BIG BANG, negli spazi della Chiesa di San Lorenzo fino al 6 ottobre.
Maquignaz, è un uomo delle “Terre alte”, nato e cresciuto ai piedi del Cervino, dove il cielo si tocca con un dito e forse, anche Dio. È proprio la ricerca di questo Dio che costringe l’artista ad indagare attraverso un percorso importante, fatto di giorni e notti insonni, oltre confini e limiti, oltre le creste e oltre le stelle.
Definito dalla critica contemporanea come il “padre” dello spazio-tempo, con la sua Opera Big Bang, mette in scena sulla tela un’esplosione mistica e spirituale che apre a una possibilità di salvezza.
Il Big Bang è l’Universo Creato raccolto su tela in un caleidoscopio di colori, emozioni, passioni con cui Gabriele Maquignaz rappresenta per la prima volta la nascita dello Spazio- Tempo nell’arte, regalandoci un’esperienza sensoriale che arriva dritta al cuore, quello che per “magia”, spesso appare ai nostri occhi laddove il proiettile ha colpito la tela.
