#Dipendenza, il gioco d’azzardo dilata nei piccoli comuni. Fenomeno da fermare, ma il problema da porsi e chiedersi: come? C’è un metodo o un mezzo per arrestare questo pericoloso fenomeno? La situazione era già delicata nella precedente fase pandemica, dopo è degenerata ulteriormente. Il gioco fisico è aumentato, ma soprattutto quello online si è moltiplicato: il confinamento (per tutti noto come lockdown ndr) ha inciso terribilmente. L’escalation è iniziata proprio da lì, quando eravamo tutti a casa onde evitare di contagiarsi e per difendersi dal virus in circolazione. Tra il 2021 e il 2023 sono stati scommessi nella raccolta online 82,08 miliardi euro, a fronte di 67,9 miliardi euro per il gioco fisico. Rispetto al 2006 la situazione si è decisamente triplicata.
#Dipendenza, il gioco d’azzardo dilata nei piccoli comuni. La sua ascesa preoccupa
Infatti come era la situazione diciotto anni fa – da allora fino adesso – si può sostenere che c’è correlazione con la crisi economica del 2006 e l’accentuarsi della propensione al gioco d’azzardo. Ciò che inquieta e rende la situazione ancora più paradossale di quanto già lo sia, che “ideologicamente” si pensa che giocare d’azzardo online, di conseguenza incentiva a superare i problemi finanziari. Una patologia che incrementa nei piccoli comuni; una dipendenza quasi cronica, verrebbe da insinuare. Tra il 2018 e il 2023 la situazione è peggiorata nei piccoli comuni del Centro-Sud: Campania, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Costoro sono le regioni con alta incidenza del gioco online. E non pare frenarsi, anzi è esattamente il contrario la situazione.
FONTE: GiocoResponsabile.Info
