#IntelligenzaArtificiale, solo tre donne su dieci con un ruolo in ambito IA a livello globale. Secondo l’Asian Development Bank – una società che oltre a lavorare nel settore appunto bancario, offre anche consulenza tecnica – sono ancora troppo risicati gli spazi per le donne nel mondo digitale. Su questo discorso, anche l’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e “l’empowerement” (potenziamento ndr) femminile è intervenuto, confermando il tutto purtroppo. C’è poca densità femminile nel settore tecnologico, a livello mondiale. E per rincarare la dose: nel settore della ricerca su dieci persone in ambito IA, solo una è donna. Pare che non sia un problema a livello tecnico-scientifico, ma professionale: per chi è più portato a interagire con l’IA.
#IntelligenzaArtificiale, il diktat: diffondere e crescere una cultura in ambito IA
Sembra che non sia stato fatto apposta, ignorare le donne dolosamente e inserire più uomini. E né c’è una meschina strategia che si celi dietro a questa situazione, pare che in ambito professionale è richiesta una determinata figura specifica. In questa figura specifica, la donna quasi non esiste. Se è questa la realtà, la realtà ci indica anche questo: su dieci ricercatori, solo una è donna. Scarseggia una cultura sull’intelligenza artificiale e nel mirino deve esserci quello: diffondere una cultura in ambito IA e contestualmente, incrementarla repentinamente. Fondamentale l’evento che ci sarà alla Fiera di Rho (a Milano ndr) martedì 19 maggio e mercoledì 20 maggio: due appuntamenti internazionali, ove imprenditori e manager s’incontrano per parlare di futuro. E dunque di IA.
