#SilviaSalis, un fenomeno che divampa sempre di più, Aleggia lo spettro di Renzi? Se fossi nei panni della signora Salis (Silvia e non Ilaria), resterei comoda a godermi il mare sotto la Lanterna, piuttosto che perseguire certe vie nelle quali vogliono indirizzarla o vuole forse indirizzarsi lei medesima. Precisiamo che parliamo della Salis Silvia, e non l’attivista Ilaria: colei che follemente ha cercato di fare la padrona a casa di Orban, un grande amico di Matteo. Matteo inteso Salvini naturalmente, colui che infatti ha scambiato la Salis (Silvia) per la Salis (Ilaria). E’ evidente che l’incoscienza in parte giustificata della Salis (Ilaria) in Ungheria, sia rimasta indigesta al povero Matteo (Salvini), al punto da confonderla con l’altra Salis (Silvia). Sarà omonimia, sarà negligenza o stupidità. In fondo parliamo di Matteo (Salvini), colui che ama i due punti sospensivi. Pronto a sempre a elencare qualcosa. Anche se si tratta per caso di classiche commissioni domestiche, Matteo (Salvini) porge le mani con annesse dita.
#SilviaSalis, un fenomeno che divampa sempre di più. Un probabile bluff da scongiurare
Ma ciò che preoccupa sostanzialmente, che la Salis (Silvia) segua le orme, di un altro Matteo (Renzi). Quel Matteo (Salvini) resta l’accattone scurrile di turno, mentre il Matteo (Renzi) resta il più grande bluff della storia politica italiana recente. Infatti – per restare in tema Genova – un genovese doc come Maurizio Crozza, nei panni di Gigi Marzullo gli disse tempo or sono quando il Matteo (Renzi) era sindaco di Firenze, che lui era a Sinistra perché a Destra non c’era spazio. Di fronte a Matteo (Renzi) in quella gag con Crozza/Marzullo c’era l’allora sindaco di Roma, Gianni Alemanno: un perfetto uomo di Destra, che dal Campidoglio è passato al Regina Coeli per vari illeciti in cui era implicato. A Matteo (Renzi) la dialettica non gli manca, persona di cultura e sa sempre controbattere: l’altro Matteo (Salvini) ne sa qualcosa. Basta rammentare un faccia a faccia dal servile Bruno Vespa.
#SilviaSalis, un fenomeno che divampa sempre di più. E’ così “instagrammabile”?
Matteo (Renzi) è tutto fuorché un uomo di Sinistra, un perfetto ideale di Centro: che si mena dove gli conviene, pronto sempre a sopraffarti. Il buon Letta (Enrico) ne sa qualcosa. Stessa pasta Calenda, o quel che resta di Calenda. La Salis (Silvia) sembra un Matteo (Renzi) bis a distanza di dodici anni, colei che oggi asserisce qualcosa e domani ritratta. Per esemplificare: è colei contraria alle Primarie del Partito Democratico, perché preferisce restare dove sta: a guidare da Primo Cittadino la città di Genova. Contestualmente la lusinga l’idea di essere accostata a guidare il Governo, un “anti-Meloni”. Ma come? Non preferiva restare sindaco di Genova? Palazzo Chigi ingolosisce insomma. Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano l’ha definita “instagrammabile”, ognuno usa i mezzi più congeniali per costruirsi un’aura di personaggio, sfruttando la forza mediatica attuale: i Social.
#SilviaSalis, un fenomeno che divampa sempre di più. Nuovo che avanza o mero boomerang?
A furia di lanciare martelli (rammentiamo il suo passato Olimpico ndr) ieri la Salis (Silvia), oggi lancia i suoi martelli mediatici, attraverso capacità comunicative di cui indubbiamente dispone. Domenica scorsa ha organizzato a Genova un momento sociale, a base di musica techno alla consolle e questa mattina ha partecipato alla maratona. Tutto rigorosamente postato. Pone le basi per una probabile ascesa politica nazionale? Il buon Matteo (Renzi) così è partito, dagli Uffizi. La Salis [(Silvia), specifichiamo sempre per il buon Matteo (Salvini) onde evitare si confonda ancora], usa le sue carte dalla Lanterna: chissà, emula Matteo (Renzi)? Nuovo che avanza o mero boomerang? Tendenzialmente pare una minestra riscaldata, la Salis (Silvia) denota caparbietà mediatica di cui ne è priva Elly Schlein, pur restando quest’ultima l’espressione più chiara e limpida di Sinistra.
#SilviaSalis, un fenomeno che divampa sempre di più. Un mezzo per ostacolare la Schlein?
Elly Schlein magari non ha la stessa forza mediatica della Salis (Silvia), lo stesso appeal, ma resta l’unica vera persona di Sinistra attuale. Anche più di Fratoianni. Conte è un classico uomo di Centro, sennò non avrebbe fatto il Governo con la Lega del tragicomico Matteo (Salvini) e col Partito Democratico. Chi lo fa, significa sei nel mezzo: dunque nel Centro. A Elly Shlein manca carisma, personalità e leadership, da gestire il partito di cui è segretario. E questo fa dubitare se abbia davvero la stoffa per guidare eventualmente il Paese. Contestualmente la Schlein è temuta, perché ha argomenti e dunque si preferisce ostacolarla, piazzandoci una Salis (Silvia) perché ha dialettica. La stessa di Matteo (Renzi). La Salis (Silvia) avrebbe fatto bene a non esporsi sul Governo, perché se prima c’erano molte perplessità sul suo atteggiamento. Ora ce ne sono meno, e si riducono sempre di più.
#SilviaSalis, un fenomeno che divampa sempre di più. In Italia mancano dei Pedro Sanchez
In questo Paese mancano figure come Pedro Sanchez: un uomo che non teme di dire di essere contro a ogni forma di Destra nel mondo, che non teme di ripudiare ogni forma bellica che purtroppo c’è nel mondo. Che non teme di definirsi di Sinistra. In Italia si insiste a usare il termine “progressismo”, usurandolo quasi. Serve qualcosa che contrasti e fermi questo governo meloniano, che patiamo dal 25 settembre 2022. Ma serve una forza opposta concreta, che con i fatti dimostri di essere di Sinistra. Basta ribadire progressista. Sembra che sia un problema definirsi di Sinistra. Lo fa Sanchez in Spagna, perché esimerci noi in Italia? L’esito referendario non deve fuorviare, lo scopo della Sinistra è intercettare coloro che hanno surclassato la Meloni il 22/23 marzo scorso. E la Salis (Silvia) resti dov’è, risparmiamoci un altro Matteo (Renzi). Per Matteo (Salvini): Salis (Silvia) e non (Ilaria).
