L’ARTE CHE RICONNETTE: LA MAGIA DI TEATROSOPHIA TRA RICORDI ED EMOZIONI
Ci sono serate a teatro che riescono a fare da specchio, ripescando ricordi ed emozioni che si credevano sopiti. Succede a Teatrosophia, prezioso presidio culturale nel cuore di Roma, a due passi da Piazza Navona, che sotto la direzione artistica di Guido Lomoro si conferma una realtà capace di offrire perle di rara intensità.
La suggestione inizia già all’esterno, tra le parole dell’autore Roberto Rinaldi, la luce dorata sui platani del Tevere e il profilo dell’Isola Tiberina a fare da cornice. Poi la scena passa a Gianni De Feo, protagonista di una performance magnetica avvolta dal tappeto musicale curato da Adriano D’Amico e impreziosita dalla danza evocativa di Maria Concetta Borgese. Con una vocalità versatile, una mimica incisiva e una presenza scenica di grande impatto, De Feo si muove con naturalezza tra recitato e cantato. Intrecciando le suggestioni di Marlene Dietrich, Bertolt Brechte Kurt Weill, la poesia di Fabrizio De Andrée Vinicius de Moraes, la rabbia di Tenco, l’emozione della Senza fine di Gino Paolie la ferita di Mia Martini, l’artista cattura la sala e per un attimo ferma il tempo.
Per lo spettatore il viaggio diventa così un dolce tuffo nel passato, rievocando gli anni immersi tra artisti, poeti e la bellezza come unico linguaggio. Anche se con il tempo la vita prende altre direzioni, lo spettacolo dimostra che certe passioni non si spengono mai, ma restano soltanto in attesa. La proposta di Teatrosophia si rivela così un prezioso ritorno alle origini, la conferma di come il teatro sappia ancora ritrovare il filo per parlare all’anima del pubblico.
Ufficio stampa Andrea Cavazzini
