Con un magistrale intreccio di immagini, video, luci, musiche, ricordi e aneddoti, Kustermann, insieme a un cast d’eccellenza, celebra mezzo secolo della compagnia La Fabbrica dell’Attore, fondata con il compagno di vita e di lavoro, Giancarlo Nanni.
Cosa ci attende sul palco di Roma del Teatro Vascello
Questo spettacolo immersivo rappresenta molto più di una semplice retrospettiva. È un viaggio sensoriale e spirituale che attraversa le epoche, esplorando il fermento creativo degli anni ‘60 e ‘70, le prime esperienze teatrali, i movimenti giovanili e le rivoluzioni artistiche che hanno segnato un’epoca. Un tempo sospeso tra immaginazione e realtà, in cui le arti visive, il cinema, la danza e la musica si intrecciavano con il teatro, creando un linguaggio scenico innovativo, audace e visionario.
L’Eredità di un Teatro di Avanguardia
Questo spettacolo-evento è dedicato proprio a Giancarlo Nanni e a tutti gli artisti che hanno fatto parte di quell’avventura irripetibile, a testimonianza di un’epoca che ha lasciato un segno indelebile nel teatro italiano. Dalle cantine degli anni ’70 al palcoscenico del Teatro Vascello, Manuela Kustermann ci invita a rivivere un tempo magico, a metà strada fra sogno e realtà, fra rivoluzione e arte pura.
Insieme a lei sul palco, artisti come Massimo Fedele, Gaia Benassi e Paolo Lorimer danno vita a un’opera collettiva che non è solo un omaggio al passato, ma un invito a guardare al futuro, mantenendo viva quella stessa energia creativa e innovativa che ha caratterizzato il teatro di avanguardia.
Lo spettacolo al Teatro Vascello non è solo un viaggio nella memoria, ma un’esperienza sensoriale che tocca l’anima del pubblico, riportando in vita le atmosfere magiche di un’epoca che ha cambiato per sempre il volto del teatro. Kustermann dimostra ancora una volta la sua maestria registica, sospendendo lo spettatore tra immaginazione e realtà, celebrando 50 anni di vita e storia, e lasciando un segno profondo nell’immaginario teatrale contemporaneo.
Fermento e nascita di un importante movimento culturale
Il progetto di Kustermann, affiancata nella drammaturgia e regia da Gaia Benassi, rivive gli anni delle cantine romane, in cui la sperimentazione artistica si fondeva con le urgenze sociali. Il Teatro La Fede divenne il palcoscenico di riferimento per spettacoli rivoluzionari, dove nacquero produzioni che avrebbero segnato il panorama teatrale italiano, come A come Alice, Risveglio di primavera e L’Imperatore della Cina.
Questi titoli iconici diedero vita a un nuovo linguaggio scenico che andava a preferire l’immagine sulla parola, conosciuto come la “scuola romana”.
Il legame fra Kustermann e Nanni ha rappresentato un punto di riferimento nella rivoluzione teatrale di quegli anni. Attorno a loro, si formò un gruppo di artisti e registi come Memè Perlini, Giuliano Vasilicò, Pippo Di Marca e molti altri, che contribuirono a delineare un periodo di esplosione creativa senza precedenti, dove il teatro abbandonava i canoni tradizionali per abbracciare un’espressione visiva totale.
