#MilanoCortina2026, viviamo in un mondo dove si nasconde chi si espone. Un mondo paradossale e il nostro Stivale lo rispecchia bene. Ieri durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali #MilanoCortina2026 c’è stata l’ennesima occasione a dimostrare quanto accennato. Ghali cita il promemoria di Gianni Rodari, ecco quanto asserisce testualmente: “Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola a mezzogiorno. Ci sono cose da fare ogni notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno e né di notte, né per mare e né per terra: per esempio, la guerra”. Un promemoria alquanto fastidioso, al punto da non essere neanche citato in telecronaca da Rai1, ma intanto c’era Laura Pausini a cantare l’inno di Goffredo Mameli. Colei che si è rifiutata di canticchiare Bella Ciao.
#MilanoCortina2026, ha cantato l’inno Laura Pausini: “Se vincessi Sanremo, andrei all’Eurovision“
Viviamo in un Paese di censura, ipocrisia e di convenienza. Rai1 oscura dolosamente Ghali e né lo rammenta in telecronaca dopo aver citato il promemoria di Gianni Rodari (forse perché contrasta ogni guerra? E’ un presunto terrorista? ndr), ma contestualmente a cantare l’inno di Mameli c’era Laura Pausini, colei che si è rifiutata di cantare Bella Ciao e soprattutto colei che recentemente si è espressa con queste terrificanti parole: “Se vincessi Sanremo, andrei all’Eurovision. Molti si sono schierati per il no, perché c’è Israele. Non vedo perché un artista non deve esprimersi. Un capo di governo non rappresenta il parere di tutti: non é che tutte le persone vogliano uccidere gli altri. Si parla di musica, non solo di politica”. Gente che evita di esporsi, per pavidità politica e per evitare eventuali contraccolpi alla loro professione. Dunque di conseguenza preferisce il silenzio, un silenzio colpevole.
#MilanoCortina2026, Olimpiadi in chiaroscuro: veto per la Russia, ma per Israele no
Nel 2026 non si può accettare che un personaggio pubblico (attore, sportivo, cantante, scrittore, gente di spettacolo o che fa televisione etc.) si rintana nel suo mondo ed evita di esporsi sempre. Non si può accettare che una Laura Pausini rifiuta di cantare Bella Ciao e addirittura canta l’inno nazionale alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi: un ossimoro! Come non si può accettare che alle Olimpiadi c’è stato il veto per la Russia e per Israele no. Quanto accade in Ucraina, non è la stessa cosa che ancora accade a Gaza? L’attenzione mediatica sarà pure scemata, ma a Gaza c’è ancora gente che muore ogni giorno, anche se pare che è tutto silente. E dunque “sia tutto a posto”. Solo che ormai non è più una notizia in primo piano, ma a Gaza si muore ancora purtroppo. In favore della Palestina c’è chi si è espresso, mettendoci la faccia: Josep Guardiola, meglio noto a tutti come Pep.
#MilanoCortina2026, tante lodi pubbliche a Laura Pausini. Per Ghali un silenzio doloso
Josep Guardiola – allenatore del Manchester City – in questi giorni è stato a Barcellona (sua città natale ndr) per un evento benefico in favore della Palestina e davanti a tutti i presenti, le sue parole sono state queste: “Penso cosa chiederanno i bambini di Gaza: dove sono? Venite ad aiutarci. E finora non l’abbiamo fatto”. C’è chi si espone e chi no. Chi è pavido e chi no. Quanto accaduto ieri fa riflettere, come in un Paese si consenta a una Laura Pausini (ripetiamo: colei che si è rifiutata di intonare Bella Ciao o che ha criticato che alcuni suoi colleghi si sono esposti contro Israele, per la questione Eurovision) di cantare l’inno e Ghali appena accennato, quasi ignorato per il promemoria di Gianni Rodari. Come fa riflettere ciò che ha postato Cesare Cremonini sulla cerimonia di ieri: molte foto, ma nessuna che immortala Ghali. C’è chi si espone e chi no. C’è chi è pavido e chi no.
