“NOI, comunità e progetto di vita”: questo il titolo del quinto Convegno nazionale del Servizio per la pastorale delle persone con disabilità della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), realizzato in collaborazione con le Diocesi di Bergamo e Brescia, che si terrà a Bergamo, presso il Centro Congressi Giovanni XXIII, da giovedì 19 a sabato 21 marzo.
Un titolo che esprime un concetto chiave: non esiste un “noi” e un “loro”, ma un’unica comunità che cammina insieme, a cui tutti apparteniamo e di cui siamo responsabili. Perché il progetto di vita riguarda ogni persona, con e senza disabilità, ciascuna con le proprie capacità, bisogni e la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni.
Tre giorni di lavori, riflessioni, esperienze sui territori e momenti spirituali che coinvolgeranno oltre 60 relatori tra operatori pastorali, docenti, teologi, studenti universitari, rappresentanti delle istituzioni e di associazioni, famiglie e persone con disabilità provenienti da tutta Italia. Al centro, temi chiave come corresponsabilità, autodeterminazione, accessibilità, scuola, lavoro, sport, cultura, catechesi e liturgia.
«Il Convegno – spiega suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale Disabilità – si propone come laboratorio di comunità, capace di generare visioni condivise e impegni concreti».
CBM Italia, organizzazione internazionale impegnata nella salute, nella educazione, nel lavoro e i diritti delle persone con disabilità nel mondo e in Italia, ha al centro dei propri interventi la costruzione di contesti e comunità capaci di garantire la partecipazione di tutti.
Nella mattina di venerdì 20 marzo sarà il direttore Massimo Maggio a intervenire alla tavola rotonda con un intervento dal titolo “Comunicare la disabilità”.
“La comunicazione sociale ha un ruolo potenzialmente straordinario – ha dichiarato Massimo Maggio – perchè racchiude in sé dimensioni di grande valore come quella dell’ascolto e della partecipazione, la capacità di generare spunti di riflessione, proposte costruttive. Tutto questo purchè sia di qualità, autentica, accessibile e innovativa, così da raggiungere e interessare pubblici ampi e trasversali”.
