Quasi 9.000 libri generati, metà dei quali a pagamento. E un picco di 90 libri in un solo giorno.
PlottyBot, la piattaforma che consente di creare libri grazie all’intelligenza artificiale, rende pubblici per la prima volta i dati della propria dashboard interna: un’istantanea sorprendente di come sta cambiando il modo di scrivere, pubblicare e monetizzare contenuti.
Ad oggi sono 8.610 i libri generati complessivamente, di cui 4.290 a pagamento e 4.320 gratuiti. Il giorno record è stato il 4 novembre 2025, con 90 libri creati in 24 ore.
Negli ultimi mesi la piattaforma viaggia al ritmo di circa 700 libri generati al mese.
L’Italia guida la rivoluzione dei libri AI
Quasi la metà dei libri è scritta in italiano (47,57%), seguita da contenuti in inglese (21,39%) e da un 28,71% in altre lingue.
Un dato che posiziona l’Italia come uno dei mercati più attivi nella produzione di libri generati con AI.
I generi più scritti? Manuali pratici, ricettari e crescita personale
Le categorie più create raccontano una trasformazione chiara: l’AI non viene usata solo per “scrivere romanzi”, ma per creare strumenti concreti e testi “personali”.
Top categorie globali:
- Self-help e personal growth workbook (838 titoli)
- Single fiction story (825)
- Cookbook (657)
- Test prep / study guide (654)
- Saggi scientifici e tecnici (399)
In particolare emergono trend molto verticali:
Italia
- AI applicata al business e alla scrittura
- Ricettari ultra-specifici (es. friggitrice ad aria, modelli precisi)
- Diete con protocolli definiti (Low FODMAP, dieta mediterranea, proteica)
- Trauma healing, regolazione emotiva, alta sensibilità
- Survival e autosufficienza domestica
Mercato anglosassone
- Weight loss segmentato per età/genere
- Mediterranean diet con meal plan strutturati
- Study guide per certificazioni (ASVAB, GED, LSAT, EPA)
- Cookbook legati a specifici elettrodomestici (Ninja, Air Fryer)
- Manualistica religiosa e teologica
La narrativa è chiara: l’AI viene usata come acceleratore di contenuti verticali, pratici, utili alla persona o pronti per Amazon e per monetizzazione diretta.
Dal titolo più corto al più lungo: l’AI come specchio della società
Tra le curiosità emerse dalla dashboard:
- Titolo più corto generato: “GRE” (acronimo di Graduate Record Examinations ed è un test, composto di più sezioni, che serve per entrare in molte delle più prestigiose scuole di specializzazione)
- Titolo più lungo:
“RAGAZZI NEURODIVERGENTI: DAI COMPORTAMENTI PROBLEMA ALLA COSTRUZIONE DELL’AUTONOMIA EMOTIVA E SOCIALE” - Tema più insolito: “Aunt Carmela’s Sicilian Liqueurs”
Segnali che mostrano un utilizzo che va dal micro-contenuto tecnico o strettamente personale fino a manuali complessi su temi educativi e sociali.
L’AI come strumento di scrittura personale
“Non stiamo assistendo alla nascita di nuovi autori nell’accezione classica del termine,” commenta Simone Sassoli, Co-founder e Chief Growth & Operations Officer di PlottyBot.
“Quello che sta emergendo è un fenomeno diverso: sempre più persone utilizzano l’intelligenza artificiale per creare libri per sé stesse. Ricettari personalizzati, guide pratiche, manuali su misura per studio, lavoro o crescita personale. Non necessariamente libri da pubblicare, ma strumenti utili nella vita quotidiana.”
Il dato più interessante è proprio la quasi perfetta divisione tra libri gratuiti e a pagamento. All’inizio si sperimenta con un’idea ancora poco chiara, anche perché spesso non si sa nemmeno che certe cose si possano fare. Poi, quando si scopre che è possibile, molti sono disposti a pagare pur di vedere idee e passioni prendere forma.
L’editoria entra nell’era della democratizzazione
PlottyBot si configura oggi non solo come piattaforma di scrittura, ma come osservatorio sulle nuove tendenze editoriali:
- Contenuti ultra-nicchia
- Manuali per target specifici
- Guide professionali
- Strumenti per creator economy
- Auto-pubblicazione accelerata
Se fino a pochi anni fa scrivere un libro richiedeva mesi di lavoro e competenze editoriali complesse, oggi la barriera d’ingresso si è drasticamente ridotta.
Il risultato? Un’editoria più veloce, più verticale, più democratica.
Dalla pagina bianca al progetto strutturato
PlottyBot si basa su un modello di co-creazione: l’autore definisce idea, tono, pubblico e struttura, mentre l’AI supporta nella costruzione narrativa, nello sviluppo dei capitoli e nell’organizzazione del testo.
Il risultato non è un libro “automatico”, ma uno strumento che mette l’autore al centro del processo creativo, aiutandolo a trasformare intuizioni e idee in una struttura narrativa concreta
“Il fenomeno più interessante non è tecnologico, ma culturale”, aggiunge Sassoli. “L’AI sta democratizzando l’accesso alla scrittura lunga. Sempre più persone scoprono di poter scrivere il libro che hanno sempre avuto in testa, sia una storia sia un argomento da approfondire ulteriormente.”
Il futuro dell’editoria?
Secondo le proiezioni interne della piattaforma, entro fine 2026 il numero di libri generati in modalità co-creativa potrebbe superare quota 20.000 progetti solo in Italia.
Non si tratta della fine degli editori, ma dell’inizio di un nuovo ecosistema in cui scrittura, tecnologia e identità personale si intrecciano.
La pagina bianca non è più un ostacolo: è diventata una conversazione.
