A una settimana dal terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia occidentale, il bilancio continua ad aggravarsi. Secondo i dati ufficiali dell’Unità Nazionale per la Gestione del Rischio di Disastri (UNGRD), aggiornati alla mattina del 16° gosto, le vittime accertate sono 289, i feriti quasi 4.187, i dispersi 143, mentre 354 persone sono state tratte in salvo dalle macerie. L’emergenza interessa 426 comuni in 15 dipartimenti: le abitazioni distrutte sono quasi 13.000, quelle danneggiate oltre 73.000. Il Governo ha dichiarato lo stato di disastro nazionale e annunciato il ricorso allo stato di emergenza economica. Dati provvisori, destinati purtroppo a crescere con il proseguire delle operazioni di ricerca e soccorso.
Dietro questi numeri c’è un’emergenza nell’emergenza: quella dei bambini e delle bambine. Con centinaia di persone ancora disperse e migliaia di famiglie senza casa, sfollate in rifugi temporanei o sistemazioni di fortuna, il rischio che minorenni si ritrovino da un giorno all’altro senza adulti di riferimento, separati dai familiari o esposti al rischio di separazione, è concreto e immediato. A Cali, tra le città più colpite, il crollo parziale dell’ala pediatrica dell’ospedale universitario ha reso evidente quanto l’infanzia sia in prima linea in questa tragedia.
A lanciare l’allarme sono gli operatori e i volontari locali della rete SOS Villaggi dei Bambini, presente in Colombia dal 1987 con 10 programmi in 18 comuni di 11 dipartimenti. Tra questi, alcuni si trovano proprio nelle aree più colpite dal sisma: a Quibdó, capoluogo del Chocó, il dipartimento dove è stato localizzato l’epicentro, a Cali, nel Valle del Cauca, e a Riosucio, nel dipartimento di Caldas. L’emergenza colpisce un Paese già fragile: in Colombia vivono 11 milioni di bambini e bambine, in un contesto in cui il 43% della popolazione è in condizioni di povertà e milioni di minorenni necessitavano di assistenza umanitaria già prima del sisma.
Di fronte a questi rischi, SOS Villaggi dei Bambini è intervenuta immediatamente per rispondere alle necessità più urgenti: individuare i bambini rimasti soli, proteggerli da abbandono, violenza e sfruttamento, sostenere le famiglie perché possano restare unite, garantire luoghi sicuri, supporto psicologico, continuità educativa, acqua, igiene e beni essenziali.
I team locali sono già operativi sul campo nei territori colpiti, impegnati nell’assistenza a bambini, bambine e famiglie con interventi concreti: sostegno alle famiglie colpite con beni di prima necessità, protezione dei minorenni e prevenzione della separazione familiare, a partire dall’identificazione e registrazione dei bambini rimasti soli o senza protezione, supporto psicologico per bambini e famiglie che hanno vissuto il trauma del sisma, continuità educativa e spazi sicuri dove i più piccoli possano ritrovare normalità.
“A poche settimane dal terremoto che ha devastato il Venezuela, ci troviamo ad affrontare un’altra grave emergenza nella stessa regione. Due sismi così ravvicinati, in Paesi dove operiamo da decenni, ci ricordano che per i bambini ogni catastrofe è doppia: perdono la casa e, troppo spesso, rischiano di perdere anche gli adulti che si prendono cura di loro. Con centinaia di dispersi, è in questi giorni che si decide se una separazione temporanea diventa definitiva. I nostri colleghi in Colombia operano proprio nei territori colpiti: conoscono le comunità, le famiglie, le istituzioni locali. Come in Venezuela, siamo impegnati a mobilitare tutte le risorse necessarie per raggiungere quanti più bambini possibile e restituire loro protezione e sicurezza”, dichiara Roberta Capella, Direttore di SOS Villaggi dei Bambini.
Gli spazi a misura di bambino sono una priorità: luoghi protetti dove offrire assistenza qualificata e permettere agli operatori di intercettare rapidamente segnali di disagio o assenza di protezione familiare.
“Non possiamo lasciare i bambini e le bambine senza protezione in una situazione in cui la tragedia rischia anche di separarli dalle loro famiglie. Come società, dobbiamo proteggerli e fare in modo che bambini e famiglie possano restare insieme in questo momento difficile”, afferma Esteban Reyes, Direttore Nazionale di Aldeas Infantiles SOS Colombia.
Per sostenere l’impegno di SOS Villaggi dei Bambini in Colombia:
https://dona.sositalia.it/terremoto-colombia/
