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Giornata Mondiale della Salute Mentale

SOS Villaggi dei Bambini Italia: la salute mentale è un diritto, anche sotto le bombe

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, che quest’anno ha come tema la “Salute mentale nei contesti di emergenza”, SOS Villaggi dei Bambini accende i riflettori su un aspetto troppo spesso invisibile nelle guerre e nelle catastrofi: il dolore silenzioso che i bambini portano dentro di sé.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità[1], le emergenze umanitarie – dai conflitti ai disastri naturali – hanno un impatto pesante sulla salute mentale: si stima che circa una persona su cinque nelle aree colpite sviluppi un disturbo mentale. Oltre a cibo, acqua e cure mediche, le persone hanno bisogno di supporto psicologico e psicosociale per affrontare la paura, l’ansia e la perdita. Investire nella salute mentale non solo salva vite, ma aiuta famiglie e comunità a riprendersi, rafforza i sistemi sanitari e costruisce resilienza a lungo termine.

Nonostante negli ultimi anni si sia registrato un leggero aumento degli investimenti internazionali nei programmi di salute mentale e supporto psicosociale per bambini e famiglie, i finanziamenti rimangono esigui rispetto alle necessità globali. Solo lo 0,31% dei fondi di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (ODA) nel 2018–2019 è stato destinato a programmi di salute mentale per bambini e famiglie, contro lo 0,14% del triennio precedente. Nel 2017 il settore ha ricevuto appena 279 milioni di dollari, a fronte di bisogni enormi[2]. Questi numeri testimoniano un persistente gap finanziario strutturale.

“Non basta mettere in salvo i bambini dalle bombe: bisogna aiutarli a ritrovare la fiducia, il sonno, la voglia di giocare. La salute mentale è un diritto universale e ogni bambino deve avere la possibilità di curare le proprie ferite invisibili. I bambini coinvolti in crisi umanitarie devono affrontare il collasso dei sistemi di protezione e di salute mentale, già molto fragili, e un deficit di finanziamenti pari a miliardi di dollari significherebbe privarli dell’ultima rete di sicurezza, lasciando milioni di loro esposti a violenze, sfruttamento e traumi”, spiega Orso Muneghina Responsabile Risposta all’emergenza e Programmi internazionali, capo Programma globale di esperti sulla salute mentale e sul supporto psicosociale della Federazione SOS Children’s Villages.

SOS Children’s Villages è presente nei contesti di emergenze di tutto il mondo con un approccio che non si limita a fornire cibo, acqua, cure mediche e riparo, ma che protegge anche la dimensione emotiva e psicologica di bambini e famiglie. Questo significa creare spazi sicuri per giocare, offrire ascolto e sostegno psicosociale, dare alternative di cura ai bambini rimasti soli e aiutare le comunità a ritrovare il loro equilibrio[3].

In risposta a questa emergenza, SOS Villaggi dei Bambini ha presentato la nuova Strategia di Mental Health and Psychosocial Support (MHPSS) per il triennio 2025 – 2027, un piano d’azione ambizioso e innovativo volto a migliorare l’accesso ai servizi di salute mentale e supporto psicosociale per bambini, adolescenti e famiglie in contesti vulnerabili di tutto il mondo. In Italia, SOS Villaggi dei Bambini ospita l’Hub internazionale per la Salute Mentale e il Supporto Psicosociale (MHPSS), dove si sperimentano e insegnano metodologie come il Psychological First Aid, ReachNow, TeamUp, Early Adolescents Skills for Emotions (EASE), Self Help Plus e Problem Management Plus. L’approccio proposto si basa su interventi a bassa intensità, scientificamente fondati, culturalmente adattabili e realizzabili anche da personale non specializzato. Il modello di cura si articola su tre livelli: rilevamento precoce dei problemi, interventi di prevenzione e, solo dove necessario, trattamento. Strumenti semplici e concreti che insegnano a gestire lo stress e prevengono disturbi post-traumatici, ridando ai bambini la possibilità di crescere in un ambiente di normalità.

Dal 2020, l’Hub collabora con diversi paesi della Federazione Internazionale di SOS Children’s Villages e ha sviluppato un’expertise sul tema, divenendo un centro di competenza per lo sviluppo, la supervisione e il miglioramento delle pratiche MHPSS, della Federazione SOS Children’s Villages, supportando i team locali con formazione continua, risorse tecniche e un network di specialisti pronti a offrire assistenza su richiesta. La strategia sarà, infatti, attuata in numerosi paesi nel mondo, tra cui Marocco, Kenya, Tanzania, Mozambico, Haiti, Senegal, Uganda, Zimbabwe e Bangladesh e in collaborazione con partner e agenzie internazionali.

In Palestina, l’impegno di SOS Villaggi dei Bambini ha assunto un valore vitale. Dopo la distruzione del Villaggio SOS di Rafah nel 2024, 68 bambini sono stati evacuati e accolti nel Villaggio SOS di Betlemme, dove hanno potuto proseguire il percorso scolastico e ricevere sostegno psicologico mirato. Nelle tendopoli di Khan Younis e Deir Al Balah, l’Associazione assiste regolarmente 265 persone – bambini, caregiver e famiglie – fornendo protezione, riparo, acqua e beni essenziali. Solo nel luglio 2024 sono state realizzate 120 sessioni di Psychological First Aid, 43 incontri di counselling familiare, 40 sessioni di counselling di gruppo e 125 attività ricreative tra arte, musica, danza e giochi collettivi. Questi interventi hanno permesso di restituire ai bambini momenti di normalità e speranza in un contesto segnato dalla guerra.

Il dott. Mutaz Lubbad, psicologo che ha accompagnato i bambini evacuati, racconta: “Dopo cinque mesi di guerra, i bambini hanno finalmente sentito di essere protetti. Ma sono molto stanchi e hanno bisogno di recuperare. Alcuni non riescono ancora a dormire, altri non parlano delle loro esperienze. Molti trovano più facile disegnare le loro paure piuttosto che parlarne: l’arte diventa così una porta d’accesso per elaborare il trauma. Ogni bambino nel Villaggio SOS di Rafah ha creato un libro: “La mia storia di vita a Gaza”, con testi, immagini, come volevano. Ai bambini è piaciuto lavorare sul libro e li ha aiutati a elaborare le loro esperienze. È stato liberatorio per loro trovare un modo per esprimere l’orrore, il dolore e la paura. Le immagini e i testi ci hanno mostrato come si sentivano, in quale condizione erano e come potevamo supportarli al meglio.”.

Accanto a lui, i caregiver inventano modi semplici ma potenti per proteggere la salute mentale dei bambini. Una delle educatrici spiega: “Abbiamo inventato giochi per coprire i rumori delle esplosioni. Cantavamo forte o battevamo le mani per trasformare la paura in un momento condiviso. È stato un modo per proteggere i bambini senza mentire sulla realtà, ma offrendo loro un rifugio emotivo”.

Un altro caregiver aggiunge: “I bambini hanno perso la quotidianità, la normalità. Il nostro compito è stato restituire piccole routine – un disegno, una storia prima di dormire – perché queste certezze aiutano a resistere anche nei momenti più bui”.

Grazie al programma di emergenza, attivo fino al 2028, SOS Villaggi dei Bambini Palestina prevede di raggiungere 12.500 bambini e famiglie con interventi mirati a rispondere ai bisogni primari, a garantire protezione e salute mentale.

SOS Villaggi dei Bambini ETS è parte della Federazione SOS Children’s Villages, presente in 137 tra Paesi e territori dove aiuta oltre 7 milioni di persone, portando avanti il suo impegno dal 1949, affinché i bambini e i ragazzi, che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente.

In Italia opera da oltre 60 anni ed è capofila della Rete SOS Villaggi dei Bambini che riunisce le Cooperative responsabili della gestione dei Villaggi SOS e si attiva attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino, Crotone e Milano. SOS Villaggi dei Bambini si prende cura di oltre 3.100 persone, tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di oltre 51.000 bambini e giovani, attraverso attività di Advocacy e di sensibilizzazione.

SOS Villaggi dei Bambini ETS ospita l’Hub sulla Salute Mentale e Supporto Psicosociale di SOS Children’s Villages.

[1] Fonte: https://www.who.int/campaigns/world-mental-health-day/2025

[2] Follow the Money: Global funding of child and family MHPSS (PDF): https://mhpsscollaborative.org/wp-content/uploads/2021/10/Follow-the-Money-online-version.pdf?utm_source=chatgpt.com

[3] Fonte: https://www.sos-childrensvillages.org/emergency

 

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