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Approvato il decreto dignità:

ecco le novità per il mondo della scuola

Matedì 7 agosto il Senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del cosiddetto “Decreto Dignità”, la riforma del lavoro che nelle intenzioni del ministro e capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio dovrebbe servire a combattere il precariato.
Due provvedimenti del decreto riguardano la scuola, nello specifico:

  • la questione dei diplomati magistrale;
  • le supplenze su posti vacanti dopo 36 mesi di servizio.

Supplenze su posti vacanti dopo 36 mesi di servizio
La legge 107/2015 aveva introdotto con il comma 131 il divieto di attribuire supplenze su posti vacanti e disponibili (quelle al 31/08) al personale sia docente che ATA che avesse già svolto 36 mesi di servizio. Con la nuova disposizione il divieto è stato abolito.

Diplomati magistrale
La legge vuole risolvere la questione dei diplomati magistrale, nata in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha impedito l’accesso alle Graduatorie ad Esaurimento (Gae) ai diplomati magistrale ante 2002.

La legge prevede innanzitutto che l’esecuzione delle sentenze possa avvenire entro 120 giorni dalla notifica.

Interviene inoltre su due fronti:

  1. continuità didattica nell’anno scolastico 2018/19;
  2. reclutamento docenti di infanzia e primaria.

Continuità didattica per l’anno scolastico 2018/2019
Considerato che le sentenze di merito del Consiglio di Stato arriveranno nel corso dell’anno scolastico 2018/19, la legge prevede quanto segue:

  • diplomati magistrale assunti in ruolo con riserva: dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019;
  • diplomati magistrale con supplenza annuale (al 31/08): dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019.

Reclutamento dei docenti di infanzia e primaria
La legge prevede un concorso ordinario e uno straordinario.

Il concorso straordinario è riservato ai diplomati magistrale entro l’anno scolastico 2001/2002 e ai laureati in scienze della formazione primaria che abbiano svolto due anni di servizio presso le scuole statali.

Il concorso ordinario è bandito con cadenza biennale (al riguardo il Servizio Studi del Parlamento ha evidenziato che è necessario modificare l’articolo 400 del D.lgs. 297/94, secondo cui i concorsi hanno cadenza triennale).

Possono partecipare al concorso i docenti in possesso dell’abilitazione, quindi i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/2002 e i laureati in Scienze Formazione Primaria.

Entrata in vigore della legge
Affinché la legge entri in vigore bisogna attendere la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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