Il mondo dei numeri primi IL MONDO DEI NUMERI PRIMI L' Associazione di Promozione Sociale, per persone con disabilità, favorendo l'integrazione sociale, mirando ad abbattere le barriere fisiche e mentali che circondano le nostre realtà, creando una rete di amicizia e sostegno tra famiglie. INFO E CONTATTI

Il gestionale che cresce con la tua azienda, un modulo alla volta
Giovani

“Vorrei incontrarti fra 30 anni”, la nuova commedia dei Pezzi di Nerd al Teatro de’ Servi

Fino al 9 marzo i Pezzi di Nerd sono in scena al Teatro de’ Servi  con il loro nuovo spettacolo: VORREI INCONTRARTI FRA 30 ANNI, diretto da Danilo De Santis.

I Pezzi di Nerd sono quattro ragazzi uniti dall’amore per il teatro e dalla voglia di dar vita alle storie. Il gruppo è formato da: due Romani, Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, un Siciliano, Michele Iovane, e un Pugliese, Jey Libertino. L’alchimia è nata tra ”i banchi di scuola” dell’accademia di teatro nel 2012 e continua fino ad oggi. Scrivono e rappresentano trame inedite con comicità e simpatia.

VORREI INCONTRARTI FRA 30 ANNI, la storia. Dopo 30 anni Gianvito ritorna a casa e si rende conto di avere la stessa età di suo figlio Camillo. Gianvito, infatti, nel 1993 si era sottoposto alla criogenesi, l’ibernazione umana, tornando alla vita 30 anni dopo. Al suo risveglio si ritrova in una società completamente diversa da quella in cui era abituato a vivere e, grazie all’aiuto di un amico di suo figlio, cercherà di riconquistare la fiducia di quel bambino ormai diventato uomo, convinto che il padre, 30 anni prima, abbia abbandonato lui e la madre per scappare con un’altra donna. Ovviamente Camillo non può immaginare che quel ragazzo sia il padre…

La vicenda è narrata in due atti, si apre nella clinica in cui Gianvito è stato sottoposto a criogenesi e si svolge perlopiù nel suo Blockbuster, ora diventato una sala per eventi. Tra battute comiche e un abile gioco del paradosso, si porta in scena lo scontro tra due generazioni, quella attuale, che ascolta la musica “trap”, che parla utilizzando, anche impropriamente, numerose parole inglesi, che è politically correct, fatta di realtà virtuali, social, in cui si è apparentemente connessi, ma fondamentalmente soli e isolati, e quella degli anni ’90.

La commedia è molto divertente, ci sono anche canzoni dal vivo, rivisitazioni di brani cantati in chiesa e ritmati come fossero pezzi dance. Inoltre, all’interno della scena vengono proiettati dei video. Si tratta di una rappresentazione contemporanea, con una commistione delle arti, l’interazione tra gli attori e il pubblico – perché lo coinvolgono, gli pongono domande. Attuale e surreale al tempo stesso, in cui anche l’intelligenza artificiale e la tecnologia hanno un ruolo importante.

Una menzione di merito a tutti e tre gli attori, disinvolti e padroni del palcoscenico, abili nel coinvolgere gli spettatori, farli divertire e sorprenderli sino alla fine.

Da non perdere.

 

Mostra di più

Articoli correlati

Lascia un commento

Back to top button