IL CAFFÉ DI CICORIA

“Il Caffè di Cicoria” non è solo teatro, ma un rito della memoria che Sara ci offre con profonda grazia. Entrando nel profumo amaro della cicoria, siamo subito immersi nella Roma del dopoguerra, dove la povertà si fondeva con la resilienza.
Questa è la storia di Rossana, la cui vita è segnata dalla presenza ingombrante e violenta di Lello, il marito, e dall’occhio discreto e sempre presente di Irma, la vicina. In questo quadro di silenzi, emerge il bisogno di sognare. Un giorno, con l’amica Angela, Rossana scappa al cinema. Seduta al buio, guarda il film con la grande Anna Magnani e capisce che quella storia sullo schermo è la sua: la Magnani dà voce al loro dolore, riflettendo la loro vita con una verità sconvolgente. È un momento di rivelazione, di un’anima che si riconosce nell’arte.
Ma la realtà è amara, proprio come il sapore che segue il sopruso: il gusto del sale sulla pizza oliosa, segno che il trauma si è insinuato persino nel gesto più semplice.
Nonostante le ferite inflitte da Lello e viste da Irma, lo spettacolo è un inno alla forza. Sara non racconta una vittima, ma una donna che ha saputo raccogliere i frammenti della sua vita per rifiorire. “Il Caffè di Cicoria” è un gioiello teatrale che scalda l’anima con la sua inesauribile, umana speranza.
SPAZIO DIAMANTE
CLAUDIO GIULI




