Il mondo dei numeri primi IL MONDO DEI NUMERI PRIMI L' Associazione di Promozione Sociale, per persone con disabilità, favorendo l'integrazione sociale, mirando ad abbattere le barriere fisiche e mentali che circondano le nostre realtà, creando una rete di amicizia e sostegno tra famiglie. INFO E CONTATTI

AmbienteIn evidenzaMalattieSalute

#OneHealth, l’impatto ambientale sulla salute dei cittadini. Studi e prevenzione

I dati epidemiologici tramite vigilanza oculata sulla violazione ambientale

#OneHealth, l’impatto ambientale sulla salute dei cittadini. Studi e prevenzione: i dati epidemiologici raccolti, tramite vigilanza oculata sulla violazione ambientale, la quale è all’ordine del giorno. Gennaio si è chiuso con un interessante convegno tenutosi a Napoli, alla Sala del Lazzaretto (ex ospedale Santa Maria della Pace ndr) situato a Via dei Tribunali: centro storico di Napoli per intenderci. In questo convegno, sono intervenute diverse figure, tra cui Don Patriciello – parroco di Caivano (paese dell’area nord di Napoli) – e il dottor Antonio Marfella: oncologo dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS – Fondazione Pascale di Napoli, situato nella Zona Ospedaliera di Napoli. Ognuno ha esposto un proprio parere, sulle condizioni ambientali che riversa Napoli e provincia, e quali sono i pericoli che nuocciono alla salute umana. Sempre più comune in Italia la polmonite acuta.

#OneHealth, il diktat: sensibilizzare la società sull’ambiente e sulla salute

Nel 2025 le città di Napoli e Palermo sono quelle che hanno presentato i dati peggiori di polmonite acuta e si fatica ancora a venirne a capo, malgrado il compito base del medico, è di consentire a un comune mortale di vivere più a lungo possibile, curando al meglio delle sue capacità. Occorre anche che il medico – contestualmente – sia supportato dalla società, oggi risulta essere un’impresa ardua: sensibilizzare la società sull’ambiente e sulla salute. L’inquinamento ambientale è dietro l’angolo, la Terra dei Fuochi non è meramente un luogo specifico, ma industriale: i rifiuti tossici sono legati appunto a violazioni ambientali, le quali causano neoplasie. Le neoplasie sorgono quando aumentano in maniera anomala e soprattutto pericolosa, le cellule del nostro organismo e colpiscono le aree vulnerabili: i polmoni, il fegato, la vescica, i reni, i testicoli, i tre stati di pelle e il seno.

#OneHealth, pericoloso per l’ambiente e per la salute anche il Virus Zika

Le neoplasie sono a tutti e gli effetti dei tumori che generano leucemie, linfomi, dolori forti e anomali alla prostata, e colpiscono anche i tre stati cutanei: epidermide, derma e ipoderma o sottocute. Ma tra le diverse patologie che nuocciono alla nostra salute, provocate da una cattiva situazione ambientale, oltre a quelle note come la Tubercolosi, l’Epatite A, la Febbre Gialla, l’Ebola e il Tifo Addominale, c’è anche il Virus Zika. Il Virus Zika è un’infezione causata dalla puntura di zanzare infette, generato da un RNA Virus Zika, simile al virus della Febbre Gialla. L’ospite serbatoio del virus è ignoto, ma si vocifera che si tratti di una scimmia. Il contagio interumano avviene mediante liquidi biologici: via sessuale, trasfusioni ematiche, transito materno-fetale etc. Si stima che l’80% dei casi, l’infezione sia asintomatica, perché avviene come se fosse una semplice influenza.

#OneHealth, nel Centro-Sud America comune la microcefalia congiunta. E non c’è una cura

Il VirusZika può essere generato per esempio anche da un mal di testa o da una congiuntivite. Nel 2014 il VirusZika è stato rilevato in Cile e in altri Paesi del Centro-Sud America: in Messico, in Colombia e a Panama. Nel Centro-Sud America sono stati inoltre registrati casi di sindrome del Guillain-Barré, di neuropatia e di microcefalia congiunta. Per quest’ultima la diagnosi si ottiene con la reazione a catena della polimerasi inversa (PCR), isolando il virus nel sangue del malato. Al momento non esistono né vaccini, né terapie preventive e né dunque nessuna cura in proposito. Si spera che non si diffonda in Europa, intanto nel Centro-Sud America si vive con la paura e s’incrociano le dita, onde evitare di contrarre una simile patologia. Ma tali patologie esistono, per una pessima condizione ambientale che questi Paesi vivono e ci convivono, diventando di conseguenza grave per la salute.

#OneHealth, il parroco Don Patriciello: “Guardare senza agire, implica essere complici del male”

Tra un dibattito e l’altro, durante il convegno è stata affidata la parola anche al parroco di Caivano – Don Patriciello – il quale malgrado lo stupore per l’invito, è stato come sovente gli capita chiaro e netto, durante il suo discorso: “Anzitutto ringrazio chi mi ha ospitato in questo convegno, nonostante fatico a capire cosa c’entri io qui in questo contesto. Se c’è il male a infangare sul nostro territorio, c’è anche il bene pronto a sconfiggerlo. Ma se c’è chi si affaccia dalla finestra di casa e vede il male che agisce senza intervenire, significa che quel male lo assecondiamo. Perché sotto sotto facciamo i nostri interessi. In questi giorni a Frattaminore – mio paese nativo -, a Grumo Nevano e a Sant’Arpino, mi è stato segnalato che sono stati bruciati rifiuti in strada e c’era chi guardava senza agire, senza intervenire. Ecco fin quando ci si comporta così, non è positivo per l’umanità. Implica essere complici del male.

#OneHealth, l’oncologo Marfella: “Deferito da un leghista, ma la Procura ha corretto il tiro

Occorre una magistratura che garantisca pene esemplari a chi propaga il male e se ci sono casi dove scatta la prescrizione – una parola per me orribile solo a pronunciarla – il male la spunta sempre. Il caso cade in prescrizione: oggi non accade niente, ma domani torna a nuocere. La prescrizione non è altro che interrompere ciò che facevi prima, per farlo dopo. Ognuno deve contribuire a divulgare il bene, solo se in cuor nostro lo facciamo perché lo siamo e non per dimostrare qualcosa. Il teatro lo lasciamo agli attori”. Ha aggiunto in coda il parroco Don Patriciello. L’oncologo Marfella ci ha tenuto a dare la sua opinione al tema del giorno: “Sono stato deferito da un leghista per aver sostenuto che il 30% dei rifiuti urbani tossici che ci sono in Campania, sono legati ad attività industriale, la cui manutenzione propria vacilla. La Procura di Napoli ha corretto il tiro.

#OneHealth, l’oncologo Marfella: “La Procura mi ha dato ragione: non è il 30%, ma il 47%”

E mi ha dato ragione, specificando e incrementando la cifra: che non si tratta del 30% dei casi in cui i rifiuti urbani tossici in Campania, sono legati ad attività industriale, ma il 47%. Dunque è anche di più rispetto a quanto sostenevo con la mia tesi. Il deferimento è stato rispedito al mittente: il leghista è stato costretto dalla Procura di Napoli a risarcirmi per danni morali. Se c’è questo silenzio, questa omertà subdola e meschina, ci troveremo sempre con nosocomi pieni di degenti infettati dall’aria nociva che respiriamo, causata da sostanze tossiche. Ogni giorno sogno di visitare un paziente in meno: fin quando trovo troppa gente con patologie e tumori da curare, l’umanità ha vita breve purtroppo”. Il nemico della salute e dell’ambiente, resta sempre l’uomo. I rifiuti non diventano tossici da soli, c’è sempre l’uomo a inquinare. Un ingranaggio da distruggere e ad oggi sembra molto complicato.

 

 

 

Mostra di più

Articoli correlati

Lascia un commento

Back to top button