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Ascoltare per proteggere: la sfida che non possiamo rimandare

Dal Dossier 2025 di Telefono Azzurro un appello chiaro: vedere prima, ascoltare meglio, agire insieme

Roma, 5 maggio 2025 — Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia

Nella Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, la presentazione del Dossier 2025 – Ascoltami per aiutarmi di Telefono Azzurro ha riportato al centro una verità che non possiamo più eludere: l’abuso sessuale sui minori non è un’emergenza episodica, ma un fenomeno strutturale che attraversa contesti familiari, educativi e digitali.

“La violenza sessuale contro i minori non è un fenomeno marginale né residuale.”

Una frase che ha risuonato più volte durante l’incontro, come un monito e un punto di partenza.

Un fenomeno sommerso che chiede ascolto

Il dossier nasce dall’esperienza quotidiana dei tre servizi della Fondazione — 1.96.96 Ascolto, 114 Emergenza Infanzia e Trusted Flagger — tre ingressi diversi nella stessa filiera di protezione: la parola, l’emergenza, il contenuto illecito.

“L’ascolto non è un momento preliminare separato dalla tutela: è spesso la condizione che la rende possibile.”

Gli operatori hanno raccontato come la richiesta di aiuto arrivi spesso in forma frammentaria, esitante, confusa. Ed è proprio in quella fragilità che si gioca la possibilità di proteggere un bambino.

I numeri che non possiamo ignorare

I dati illustrati durante la presentazione hanno restituito un quadro chiaro e preoccupante:

  • 114 Emergenza Infanzia: il 56% dei casi del perimetro riguarda abuso e violenza, con il 52,4% di abuso sessuale.
  • Linea 1.96.96: il 66,7% dei casi rientra nell’area digitale, con la sextortion come categoria primaria nel 47,2%.
  • Trusted Flagger: il 76,5% delle segnalazioni riguarda CSAM, con una prevalenza di contenuti ospitati su siti web (77%).

“Il rischio non nasce in un solo ambiente e non si esaurisce in un solo ambiente. Spesso si manifesta contemporaneamente in entrambi.”

La responsabilità degli adulti e delle istituzioni

Il Presidente Ernesto Caffo ha sottolineato la necessità di una responsabilità organizzata, non lasciata alla sensibilità del singolo.

“Nessun bambino deve restare solo nel momento in cui prova a raccontare; nessun adulto deve restare solo nel momento in cui intercetta un segnale.”

Scuola, sport, comunità religiose, servizi sanitari e sociali: tutti devono dotarsi di procedure chiare, formazione adeguata e canali sicuri di segnalazione.

Il nodo del digitale e il vuoto normativo europeo

Ampio spazio è stato dedicato al vuoto giuridico creato dalla scadenza della deroga ePrivacy il 3 aprile 2026, che priva i fornitori di servizi di comunicazione interpersonale di una base armonizzata per il rilevamento volontario di CSAM nelle comunicazioni private.

“Si rende urgente una nuova disciplina europea che colmi il vuoto senza depotenziare il contrasto operativo.”

Nel frattempo, il ruolo dei Trusted Flaggers resta essenziale per la rimozione rapida dei contenuti illeciti.

Un patto pubblico di protezione

Il dossier indica sette priorità operative: vedere prima, ascoltare meglio, segnalare correttamente, coordinare gli interventi, seguire gli esiti, integrare i dati, rendere responsabili gli ambienti digitali.

Un percorso che richiede un patto pubblico tra istituzioni, piattaforme digitali, comunità educante e società civile.

Conclusione

Uscendo dalla sala, la sensazione era chiara: questo dossier non è un documento da archiviare, ma un invito a cambiare postura. A guardare prima, a credere di più, a intervenire meglio.

La protezione dei minori non è un tema da giornata nazionale: è un compito quotidiano, che riguarda tutti.

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