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Legge 104 anche per depressione e anoressia

La legge 104 concede dei benefici ai soggetti con disabilità e ai loro familiari, anche per le patologie psichiche riconosciute

La depressione è una malattia invalidante, chi ne soffre ha il diritto di usufruire dei benefici previsti dalla legge 104. Per depressione di intende quella malattia che comporti una alterazione del tono dell’umore di una persona. I sintomi sono: continuo senso di tristezza, sfiducia verso il futuro e nelle proprie possibilità professionali, mancanza di voglia di fare e di frequentare persone.

Il medico che diagnostica tale malattia, deve verificare la continuità di tale stato, che deve perdurare per la maggior parte della giornata e i primi sintomi devono essere comparsi almeno da diversi mesi.

La legge riconosce ai soggetti portatori di una disabilità e, ai loro familiari numerosi benefici. I destinatari della legge sono tutti coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o integrazione lavorativa e tale da determinare un progressivo svantaggio sociale o di emarginazione.

La depressione è una malattia invalidante, i cui sintomi spesso non sono di facile e pronta individuazione, alla quale deve essere riconosciuta pari dignità rispetto alle altre infermità, visto che le patologie psichiche, nei casi più gravi possono rappresentare un handicap, una diminuzione della sua capacità lavorativa e di conseguenza la necessità di aiuto per l’espletamento delle attività giornaliere.

Altra cosa è l’invalidità che rappresenta la riduzione della capacità lavorativa, valutata a mezzo di parametri medico-legali o percentuali. In tal caso il sistema di affida principalmente a tabelle ministeriali riguardanti gli stati invalidanti e ad apposite visite mediche con accertamenti effettuati da apposite commissioni ASL.

Si può inoltrare la domanda all’INPS, per il riconoscimento dello stato di invalido sulla base di alcune tabelle predisposte dal Ministero della Salute, che individua le percentuali di invalidità riconoscibili.

Le tabelle:

  • disturbo amnesico persistente indotto da sostanze: invalidità del 100%
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (deficit moderato): invalidità del 75%
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (deficit grave): invalidità 100%
  • schizofrenia residuale, deficit moderato: invalidità del 75%
  • schizofrenia residuale, deficit grave: invalidità del 100%
  • disturbo schizoaffettivo: invalidità del 100%
  • depressione maggiore, episodio ricorrente: invalidità dal 61 all’80%
  • depressione maggiore episodio ricorrente, deficit grave: invalidità del 100%
  • disturbo bipolare I, deficit moderato: invalidità dal 61 all’80%
  • disturbo bipolare I, deficit grave: invalidità del 100%
  • disturbo bipolare II e disturbo bipolare sai: invalidità del 75%
  • disturbi deliranti: invalidità del 75%
  • anoressia nervosa: invalidità dal 75% al 100%
  • ritardo mentale di media gravità: invalidità dal 61 all’80%
  • ritardo mentale grave e profondo: invalidità del 100%

I conseguenti benefici che un soggetto affetto da depressione può ottenere sono connessi al grado di disabilità che gli viene riconosciuto. Dal 46% Iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’impiego per l’assunzione agevolata, dal 33 al 73% assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali, dal 66% esenzione ticket sanitario.

Nel caso in cui la patologia psichiatrica venga riconosciuta dalla commissione medica, il portatore di handicap avrà il diritto a tutti i benefici connessi a tale status, sia agevolazioni fiscali che lavorative.

Quali sono i diritti del lavoratore?

  • usufruire di 3 giorni di permesso retribuito;
  • prolungare la durata del congedo parentale;
  • richiedere il congedo straordinario;
  • assentarsi per malattia;
  • non essere licenziato a causa della malattia;
  • scegliere la sede di lavoro

Oggi, nel nostro paese, secondo l’OMS, vi sono all’incirca 4,5 milioni di persone che soffrono di depressione. Numero destinato ad aumentare, ed entro il 2030 sarà la prima malattia cronica più diffusa al mondo.

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