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Attualità

SPOSTAMENTI TRA REGIONI VIETATI AI DIALIZZATI

ANED: “ASSURDO DISCRIMINARE CHI È PIÙ CONTROLLATO” Preoccupano le posizioni assunte dalla Sardegna. ANED onlus: “Il governo chiarisca”

Nel momento in cui le regioni riapriranno i loro confini, gli spostamenti dovranno essere garantiti anche alle persone emodializzate che, tra l’altro, sono tra le poche in Italia a essere in possesso di un passaporto sanitario che certifica la loro negatività al Covid – 19. È fondamentale che il governo dia al più presto disposizioni generali in questo senso, sconfessando le azioni discriminatorie messe in campo da alcuni governatori regionali, per primo quello della Sardegna che ha disposto il divieto di ingresso ai dializzati. Un pessimo esempio che anche altre regioni sembrano voler seguire”.

Giuseppe Vanacore, presidente di Aned Onlus – L’Associazione nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianti solleva così un problema drammatico che si sta profilando alla vigilia dell’ulteriore allentamento delle misure restrittive previste dalla Fase 2: il via libera alla mobilità tra regioni diverse.
In questo quadro l’Azienda per la Tutela della Salute della Regione Sardegna ha già dato disposizioni di interdire l’accesso alle persone dializzate e il timore di Aned è che altri governatori regionali seguano questo esempio.

“Si tratta di un’assurdità – denuncia il Segretario del comitato ANED Sardegna Annibale Zucca  Pur comprendendo il dramma causato dal Covid-19, la presa di posizione da parte dell’ATS Sardegna costituisce una inaccettabile discriminazione. Lo stato di salute delle persone sottoposte a dialisi preoccupa ANED tantissimo ma è bene ricordare che si tratta di uomini e donne monitorati tre volte a settimana all’interno dei centri e che chi è sottoposto alla cura domiciliare corre addirittura meno rischi di contagiarsi”.

“I nefropatici – aggiunge Zucca – intendono esclusivamente ricongiungersi ai propri familiari o trascorrere un periodo di vacanza nella nostra bellissima terra. Un diritto che devono poter esercitare alla stregua di tutti gli altri cittadini”.

“Se qualcuno pensa di utilizzare il Covid-19 per comprimere in modo illegittimo il diritto alla mobilità come consentito dalle attuali norme nazionali, commette una grave irregolarità, davanti alla quale non staremo silenti – concludono Vanacore e Zucca -. Per questo chiediamo al governatore della Sardegna di riturare il provvedimento e invitiamo il ministro della Salute a dare al più presto un’indicazione chiara e generale a favore della mobilità dei dializzati, bloccando certe iniziative estemporanee”.

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