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Pensioni di invalidità, prorogata al 30 ottobre la domanda per ricevere l’aumento a 651 euro

Pensione di inabilità di tipo previdenziale: l’incremento al milione spetta solo su domanda dell’interessato

L’adeguamento spetta con effetto retroattivo dall’1 agosto, ma occorre specificarlo quando si fa richiesta. L’assegno maggiorato spetterà a partire dal compimento dei 18 anni. E’ necessario rispettare alcuni requisiti reddituali

La scadenza per la domanda per l’aumento della pensione di invalidità civile è’ stata prorogata al 30 ottobre . L’aumento, imposto a giugno dal provvedimento dà seguito a quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale del 23 giugno scorso, con la quale è stato riconosciuto anche a coloro che hanno un’età inferiore ai 60 anni, purché titolari di una pensione d’invalidità, la possibilità di beneficiare dell’incremento al milione, ossia la maggiorazione sociale riconosciuta dall’articolo 38, comma 4, della legge n. 448/2001.

La domanda può essere presentata dall’ avente diritto o da un intermediario accedendo al servizio “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci” sul sito Inps. Facendone “espressa richiesta” la maggiorazione verrà riconosciuta con decorrenza dal 1° agosto 2020:

IMPORTANTE

Chi inoltrerà domanda già da questi giorni: solamente coloro che producono l’apposita richiesta entro la data del 30 ottobre 2020, infatti, potranno espressamente indicare nel campo note della domanda “Richiedo il riconoscimento della maggiorazione con decorrenza dal 1° Agosto 2020”.  In questo caso, con il primo pagamento della pensione di invalidità con l’importo maggiorato saranno riconosciuti anche gli arretrati.

Requisiti necessari

I non coniugati devono possedere redditi propri non superiori a 8.469,63 euro (importo massimo moltiplicato per tredici mensilità), se coniugato deve avere redditi propri non superiori alla stessa cifra e redditi cumulati con quello del coniuge non superiori a 14.447,42 euro.

Se entrambi i coniugi hanno diritto all’incremento, questo concorre al calcolo reddituale. Pertanto, nel caso in cui l’attribuzione del beneficio a uno dei due comporti il raggiungimento del limite di reddito cumulato, nulla è dovuto all’altro coniuge.

Se invece il limite non viene raggiunto, l’importo dell’aumento da corrispondere a un coniuge deve tener conto del reddito cumulato comprensivo dell’aumento già riconosciuto all’altro.

Non concorrono il reddito della casa di abitazione, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento, l’importo aggiuntivo di 300.000 lire (154,94 euro) previsto dal comma 7 dell’articolo 70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, i trattamenti di famiglia, l’indennizzo previsto dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.

Pensioni di invalidità: Aumenti dal 1 novembre

 

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