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Più sostenibilità e niente anidride carbonica: il diktat per il 2050

Parte il countdown per Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui mutamenti climatici che si terrà a Glasgow (Scozia) a novembre. Un mese e sapremo come si evolverà la situazione, dibattendo pure su un tema che sovente ascoltiamo: la sostenibilità urbana. Il convegno sarà fondamentale per il prossimo trentennio.

Discorso principale: persuadere il prossimo sulla situazione ambientale, come sia minaccioso continuare a vivere in un mondo carbonizzato. Il diktat, dunque, sarà: eliminare quest’ultimo entro il 2050, in modo da respirare aria che non sia dannosa per l’incolumità umana, animale e vegetale. È il target per Glasgow.

Secondo gli esperti, in tre decadi – demograficamente parlando – aumenteremo a livello mondiale di due miliardi: da 7,7 a 9,7. Contestualmente incrementerà l’edilizia, tanto da incidere sul clima e sulla natura: passare dal concetto di edificio a energia zero a edificio a zero emissione di anidride carbonica per tutto il ciclo di vita.

Si aggancia a quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità asserisce dapprima della pandemia: da vent’anni a questa parte, la terza causa di morte è legata alle malattie respiratorie. La sostenibilità ambientale, edilizia o urbana, non deve essere affaristica, ma deve muoversi avendo come priorità la salute.

Aspettiamoci un mese di novembre ricco di novità su come agire d’ora in avanti sull’ambiente e sulla salute, sono queste le priorità. A seguire si discuterà su altre questioni, che sempre interessano, ma sono solo la punta dell’iceberg. La pandemia ha condizionato tutto, ma ora basta parlare, è tempo di agire. Glasgow è vicina.

Alfonso Infantino

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