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In Umbria scuole con carenze di personale, tutti “fedeli” all’omertà

In Umbria ci sono sette scuole ancora senza presidi e in altre sono a corto di personale

Pandemia, guerra, crisi di governo e chi più ne ha ne metta. L’attualità odierna verte su questi temi, uno che è sempre messo in secondo piano o peggio ancora quasi neanche balza all’occhio umano, è quello dell’istruzione. L’università e la scuola paradossalmente hanno perso quella importanza.

L’importanza di essere al centro dell’attenzione come una volta, quando davvero avevano quel peso enorme solo a citarli. Oggi quel peso enorme non esiste più. E’ scomparso nel nulla, come se la scuola e l’università fossero dei pezzi di carta accartocciati e cestinati al primo cassonetto a disposizione.

In Umbria ci sono sette scuole ancora senza presidi e in altre sono a corto di personale, sia per quanto concerne i docenti sia per il personale ATA. Ma a parte allarmare la questione quotidiani locali o regionali e il tg regione Umbria, a livello nazionale neanche passa come notizia. Un quadro triste e reale.

È vero che manca un mese al ritorno a scuola; dunque, non è che vicino come periodo, ma neanche così lontanissimo. E se una scuola si ritrova senza preside ad agosto, è un problema notevole. Non è che manca una sedia o un banco o una cattedra, parliamo del dirigente scolastico. Non proprio una bazzecola.

La superficialità con la quale si gestisce un tema così serio e complesso a volta rabbrividisce anche il più freddo degli esseri umani. Ora l’attualità si concentra al prossimo 25 settembre, quando ci saranno le elezioni politiche. Quindi figuriamoci se ci si preoccupa di quanto accade in Umbra.

Non è che l’ultimo dei problemi, neanche è considerato tale. Un’ironia macabra per celare l’entità piuttosto seria della situazione. Ora non si sa chi dal 26 settembre si siederà a capo del governo, ma che ci sia un ministero dell’istruzione che risalti e ricordi quanto valgono le scuole e le università.

Altre figure nocive alla scuola: i genitori. Sempre pronti ad attaccare i docenti, perché al 90% dei casi dicono la verità sui figli: svogliati e distratti. Perché i genitori che hanno i figli nelle scuole dove in Umbria hanno palesi carenze, non si mobilitano per risolvere il problema? L’omertà regna sovrana.

Forse se parlassimo di regioni più altisonanti come la Lombardia, il Lazio, Il Veneto, il Piemonte o l’Emilia-Romagna etc., la notizia passerebbe anche a livello nazionale. Ma l’Umbria con appena due capoluoghi di provincia e mezza: Perugia, Terni e Gubbio (se la consideriamo provincia); a chi interessa?

Alfonso Infantino

 

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