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ROMA, GRAVI DISAGI A FIUMICINO PER I DISABILI A CAUSA DI DUE ASCENSORI GUASTI, CELANO (APMARR) DENUNCIA: “COSTRETTA A DOVER FARE LE SCALE A PIEDI”

La presidente dell’APMARR - Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare: “Mortificante dover rinunciare a poter usufruire di uno dei servizi offerti dallo scalo internazionale romano. La disabilità motoria non deve precludere alcuna possibilità rispetto alle altre persone”

Costretta a dover fare due rampe di scale a piedi per poter raggiungere l’area lounge dell’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino, a causa di due ascensori fuori servizio. È questa la denuncia che arriva da Antonella Celano, presidente APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, affetta dall’età di 4 anni da una patologia reumatologica che la costringe, nei suoi spostamenti, a muoversi in sedia a rotelle. Dopo aver spedito i bagagli per il volo di ritorno Roma-Brindisi ho chiesto che l’assistenza WCHS, riservata ai passeggeri che non possono percorrere lunghe distanze e non possono salire e scendere le scale di un aereo, fosse disponibile dall’area lounge che si trova nell’ex area D dello scalo di Roma Fiumicino. L’area lounge è raggiungibile attraverso tre possibili opzioni: scale, scale mobili e in ascensore. Quest’ultima opzione purtroppo mi è stata preclusa a causa del fatto che entrambi gli ascensori attivi nella zona erano fuori servizio, senza peraltro alcun cartello che avvertisse del disservizio. Sono stata quindi costretta a dover fare le scale in salita a piedi, con mia sorella accanto. Poi mia sorella, con l’aiuto di una dipendente, ha portato su la sedia a rotelle con la scala mobile. Raggiunta finalmente e a fatica la sala lounge, ho segnalato subito agli addetti il mancato funzionamento ma, dopo circa 45 minuti di permanenza, il guasto purtroppo non era stato ancora risolto. Sono stata quindi costretta a dover rinunciare a poter usufruire di un servizio del quale avrebbero potuto aver bisogno non solo persone con disabilità come me ma anche donne incinta e/o tutte quelle persone che per qualsiasi motivo hanno la necessità di usufruire dell’ascensore per muoversi. È stato davvero mortificante per me vivere questa situazione ed è impensabile che un aeroporto internazionale nel quale transitano migliaia di passeggeri al giorno abbia delle carenze così gravi sul fronte della manutenzione. Vivere una condizione di disabilità, infatti, non deve in alcun modo togliere e precludere alcuna possibilità: io ho e devo avere pari opportunità rispetto a tutte le altre persone”.

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