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Roma,Teatro de’ Servi: sorrisi al femminile con “Meglio zitelle”

Tre donne alla soglia dei quaranta anni si confrontano con cinico umorismo, alla ricerca delle verità oggettive dell’amore

Roma vede la sceneggiatura di Claudio Proietti, prendere vita sul palco grazie a Marta Zoffoli ,Giulia BornacinValentina Marturini e Flavia Martino. Lo spettacolo induce a riflettere, facendo specchiare la ‘platea nelle vicende tragicomiche delle protagoniste.

foto by@laurascarpellini

Una notte di confessioni tra amicizia e umorismo incalzante 

Tre amiche d’infanzia si ritrovano in una stanza di un alberghetto dall’aria equivoca, ciascuna con i propri segreti e le proprie ansie. Anna, Lucia e Maria si confrontano in una notte movimentata, dove un finto tentativo di suicidio, un gigolò deluso e un matrimonio imminente creano una serie di situazioni esilaranti e surreali.

Mentre affrontano le proprie crisi personali e amorose, le tre protagoniste si scambiano confessioni, rivendicazioni e flussi di coscienza al limite del nonsense. Tra battibecchi, risate e momenti di riflessione, emergono le loro speranze, i loro desideri e le loro ambizioni, ancora in bilico tra la ricerca del vero amore e il desiderio di indipendenza.

Con uno stile umoristico e cinico, la trama si snoda attraverso un ritmo incalzante, offrendo al lettore una visione scanzonata e sarcastica della vita di tre trentacinquenni alle prese con le sfide della maturità. Ma, soprattutto, nessuna verità sull’amore viene svelata, lasciando aperta la porta a nuove scoperte e avventure.

Le parole di Marta Zoffoli sulla sua ultima produzione

La spumeggiante regista ci tiene ad esprimere quanto il testo abbia ispirato la sua ultima produzione, offrendo un’intima prospettiva sulle dinamiche umane e relazionali, attraverso il vivere al femminile.

“Quando ho letto questo testo la prima volta,” ha dichiarato la regista, “ho avuto la sensazione di assistere a una di quelle folli serate che passavo con le mie amiche a 35 anni. Fiumi di parole, condivisioni, annunci e confessioni.”

La serata ritratta nel testo sembra rievocare una vivace tavolata di amiche ai giorni nostri, che si confrontano, discutono e si rimbalzano frecciatine e riflessioni su argomenti di ogni sorta. Romanticismo sempre invocato e latente, tanto quanto lo stato nevrotico che ormai permea nei rapporti sentimentali o presunti tali.

Una saccente visione sulla natura umana e le relazioni interpersonali, rivela un viaggio dinamico attraverso i labirinti dell’animo femminile, offrendo allo spettatore uno specchio in cui cogliere le  proprie esperienze e le contraddizioni, sempre più attuali.

Ecco quindi che le protagoniste si trovano ad essere coinvolte in un vortice di emozioni contrastanti, tra la ricerca dell’amore ideale e il confronto con le aspettative della vita adulta, che scorre velocemente.

“Serate dalle quali uscivamo tutte sempre un po’ stordite, confuse ma felici,” ha continuato la regista, “con la sensazione di aver aperto mille discorsi e non averne concluso neanche uno, di aver preso e dato qualche bastonata, tra aneddoti sconci, progetti di vita e gli eterni quesiti: Esiste l’uomo giusto, l’amore può durare per sempre, che ruolo giocano passione e tradimento?”

La narrazione teatrale intrisa di umorismo e sincerità, esplora le complesse dinamiche tra tre archetipi femminili, dipingendole di volta in volta come vittime e carnefici di una commedia umana, al limite tra il romanticismo, il grottesco e la nevrosi.

 

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