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Cris Contini Contemporary presenta “Dalla Lunae alle Stele” di Gioni David Parra

15 giugno - 28 luglio 2024 Castello del Piagnaro, Pontremoli

La galleria Cris Contini Contemporary London presenta la personale dell’artista toscano Gioni David Parra “Dalla Lunae alle Stele” in esposizione dal 15 giugno al 28 luglio 2024 al Castello del Piagnaro, Pontremoli, MS. Il progetto, organizzato in collaborazione con il Comune di Pontremoli, il Castello del Piagnaro – già sede del Museo delle Statue Stele – e l’Associazione Culturale Art Promoter, comprende dieci opere, di cui un’inedita installazione site-specific collocata all’interno della torre del castello. Pontremoli, antica terra di Luni attraversata dalla via Francigena, in passato è stata spesso difesa dai suoi guerrieri considerati “numi tutelari”, di cui il Castello ne conserva la testimonianza con grandi monoliti, sui quali sono scolpiti in basso rilievo uomini e donne: le Statue Stele.

Protagonista della scultura italiana contemporanea, con un forte senso della materia e del colore, Gioni David Parra lavora la pietra, prevalentemente il marmo. Nelle sue creazioni definite Bladelight, (lame di luce), il marmo, lavorato e tradotto in elementi scultorei acuminati, perde corpo e peso per acquisire leggerezza simbolica grazie alle installazioni in sospensione e su base. Seguendo i capisaldi della scultura: il pieno e il vuoto, il geometrico e l’indefinito, l’intero e lo spezzato, l’artista ne sottolinea i tratti topici utilizzando la foglia d’oro, che trascende la sua classica accezione decorativa. Con una nota di presentazione per questa mostra l’artista dichiara: Il mio legame con questo contesto e con questo linguaggio scultoreo non è soltanto territoriale, perché il mio lavoro certamente nasce e si matura sotto le Apuane con il suo marmo, ma è soprattutto sui valori fondanti che ritroviamo una vicinanza. Riconoscibile nella forma delle mie Stele con le sue Bladelight così stilizzate come i pugnali dei guerrieri lunensi. Mentre certi miei tagli (Nocube) evocano una forte femminilità e maternità. Sintetizzando possiamo dire che è protagonista la scultura di ieri e di oggi, tra primitivo e contemporaneo, radicata su alcuni temi universalmente comuni. Ci incontriamo idealmente su quella soglia che ci unisce nell’enigma e nel mistero. Un tormento che si perpetua da secoli nello spazio del sacro.

Jacopo Ferri, Sindaco del Comune di Pontremoli, dichiara: Il titolo di questa mostra è di per sé evocativo. Un raro esempio di connubio artistico unito per topologia, significato e fascino. Sono le nostre misteriose e silenziose Statue Stele che da millenni popolano il territorio e le Stele concepite dalla mano e dalla mente di Gioni David Parra, con la loro sinuosità e il loro ulteriore legame con questa terra: il marmo. Forme che si stagliano nel tempo e nello spazio, rese eteree da quello che è il loro significato intrinseco e dalla loro bellezza, dalla loro essenzialità. Per questo, come Sindaco di Pontremoli, sono onorato di poter ospitare all’interno del nostro Museo, il più visitato della Provincia di Massa Carrara, un’esposizione di tale valore e un esempio così lampante di capacità, talento, visione.

Entusiasmante è scoprire nel progetto di questo maestro del marmo – continua Daniele Crippa, Presidente Art Promoter e MUPA Portofino – come le opere scelte sembrino nate per essere presentate a lato di queste altre sculture create migliaia di anni prima: l’arte ivi è presente. La spada che vediamo scolpita nella Statua Stele a difesa della società ha la stessa forma della Lama di Luce che è emblema storico di Gioni David Parra: entrambe emettono splendenti messaggi.

In questo contesto, l’opera di Gioni David Parra ripropone in chiave moderna il significato più profondo delle Stele, la rappresentazione dello spirito attraverso la lavorazione della pietra. Chiosa nel suo testo Nicola Gallo, Direttore del MUST, Museo delle Statue Stele di Pontremoli.

Mentre nel suo saggio in catalogo Luigi Codemo motiva il valore di questa mostra: Ancora oggi le statue stele testimoniano simboli e narrazioni che attraversano le generazioni come archetipi introiettati. E se le opere di Gioni David Parra inserite accanto a queste antiche sculture suscitano un senso di consonanza così forte non può che essere per il riferimento ad un codice semantico che, per quanto ancestrale, risulta ancora condiviso.

Innanzitutto, le stele condividono una verticalità ipnotica: presenze che ti si parano davanti congiungendo terra e cielo, rivelando una forza tellurica che s’innalza e si lega a quella celeste. E tutto avviene secondo il principio della massima essenzialità: gli antichi scultori per ottenere la massima efficienza da strumenti rudimentali, l’artista contemporaneo per ricercare la massima sintesi attraverso l’astrazione.

Ed è, infatti, l’astrazione il principio che guida la ricerca formale di Parra mentre fa sue le leggi della pietra e si addentra nella grammatica di archetipi e simboli antichi.

Le tre stele Bladelight, le Lame di luce dalla sagoma triangolare, richiamano un simbolo assiale, ovvero la spada, il lampo, la luce che s’infila nella terra segnando il centro che muove e domina il cosmo rimanendo fermo, il perno della ruota, il motore immobile. Luigi Codemo, Direttore GASC, Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei, Villa Clerici, Milano.

In occasione dell’inaugurazione del 15 giugno 2024 dalle ore 18.30 sarà presentato il catalogo che accompagna la mostra: GIONI DAVID PARRA – Dalla Lunae alle Stele – De Ferrari Editore Genova.

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