#SpumanteBrut, ritirato il vino dal mercato. Superato il limite di piombo
Il diktat: evitare di rischiare la salute dei consumatori

#SpumanteBut, ritirato il vino dal mercato. Superato il limite di piombo nelle bottiglie, al punto da mobilitarsi il Ministero della Salute, ponendo per ora il veto che sia distribuito il vino nel mercato attuale e dunque al momento stop al commercio dello Spumante Brut. La priorità è sempre la stessa: salvaguardare la salute umana, la quale non può essere minacciata da nessuna grave anomalia. In questo caso aver oltrepassato il limite di piombo – un metallo pericoloso e contestualmente tossico (come l’amianto ndr) – nel vino è un problema, se poi finisce per essere sorseggiato dall’essere umano. Onde evitare che ciò accada, è stato tutto bloccato.
#SpumanteBrut, ritirato il vino dal mercato. La soglia massima è di 0,15 mg/L
La soglia massima – da come si evince dal sottotitolo – è di 0,15 milligrammo al litro e già è tanto, considerando che il vino oltre ad essere alcolico di suo, contenga piombo. Analizzando nel caso specifico lo Spumante Brut, è stato appurato che quella cifra (0,15 mg/L) è stata superata e veicolata la notizia al Ministero della Salute. Quest’ultimo avendo accertato il fatto, ha immediatamente bloccato per ora che il vino sia messo sul mercato. Il commercio di vino procede bene, basta andare in qualsiasi negozio di enoteca, per notare la quantità di vino venduta. Al momento questo discorso non varrà per lo Spumante Brut, evitare di rischiare è la priorità.




