Gennaro Maffia arresto: fermato a Barcellona per duplice omicidio a Bologna
Gennaro Maffia arresto: la fuga e la cattura dopo il duplice omicidio di Bologna
Una rapida operazione di polizia ha portato all’arresto di Gennaro Maffia, sospettato del duplice omicidio avvenuto nella mattinata di ieri in un appartamento di Bologna. L’uomo, un operaio edile disoccupato, è stato bloccato all’aeroporto di Barcellona poco dopo l’atterraggio, grazie alla collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e spagnole.
La scoperta del delitto
Alle 5.30, un vicino ha sentito delle urla provenire dall’appartamento in piazza dell’Unità. Poco più di un’ora dopo, gli agenti hanno sfondato la porta, trovando i corpi di Luca Monaldi (54 anni) e Luca Gombi (50 anni).
Entrambi presentavano ferite da arma da taglio e impugnavano coltelli, un dettaglio sospetto che gli inquirenti stanno analizzando per capire se la scena sia stata alterata da Maffia.
Secondo le prime indagini, il sospettato sarebbe rimasto nell’appartamento per circa 20-30 minuti dopo gli omicidi, rovistando nei borselli delle vittime e lasciando tracce di sangue.
La fuga verso la Spagna
Le telecamere hanno immortalato Maffia mentre lasciava l’edificio alle 6 del mattino, indossando una maglietta giallo-arancione e portando con sé uno zaino e due trolley. Grazie agli accertamenti della Polaria, è stato scoperto che aveva acquistato due biglietti aerei, pagando in contanti: uno per Madrid alle 12 e uno per Barcellona alle 8.30.
Giunto all’aeroporto di Bologna, Maffia si è cambiato d’abito, come confermato dalle telecamere di sorveglianza. Quando è stato fermato a Barcellona, indossava vestiti diversi rispetto a quelli della sua fuga da Bologna.
Il possibile movente
Secondo le indagini, il duplice omicidio potrebbe essere legato a motivi economici. Maffia viveva in affitto nell’appartamento dal mese di ottobre, ma i proprietari avevano deciso di venderlo e gli avevano proposto una buonuscita di circa 20.000 euro.
Negli ultimi giorni, il direttore di una banca aveva riferito agli inquirenti che Maffia si era lamentato per un presunto ammanco dal suo conto corrente, minacciando le vittime con la frase: “Comunque la pagheranno”.
L’arresto e i prossimi passi
Grazie alla cooperazione tra la Polizia italiana, il Servizio centrale operativo e il FAST (Fugitive active search team), Maffia è stato fermato appena è sceso dall’aereo a Barcellona. Ora si attende l’estradizione, che avverrà quando la Corte iberica convaliderà il mandato di arresto europeo.
Parallelamente, gli investigatori stanno effettuando accertamenti tecnici per comprendere meglio la dinamica del delitto e verificare se il sospettato abbia portato via oggetti dall’appartamento.
Il caso di Gennaro Maffia conferma l’efficacia della cooperazione internazionale all’interno dell’area Schengen.




