Bergamo si fa bella con il Landscape Festival, l’evento dedicato alla cultura e alla progettazione del paesaggio
Fino al 21 settembre la città è un laboratorio a cielo aperto: ecco le installazioni e gli appuntamenti da non perdere

Bergamo Alta si mette il suo abito più bello per il Landscape Festival. L’appuntamento internazionale dedicato alla cultura e alla progettazione del paesaggio, giunto alla quindicesima edizione, si sta svolgendo proprio in questi giorni (fino al 21 settembre 2025) ed ha trasformato la città lombarda in un laboratorio a cielo aperto, accogliendo installazioni e incontri.
Il tema di quest’anno, “New Urban Ecosystem”, guarda al futuro delle città, proponendo una riflessione profonda sulla necessità di ripensare gli spazi urbani come ecosistemi sostenibili, inclusivi e resilienti. A interpretarlo è Sarah Price con la sua rivisitazione della Green Square in Piazza Vecchia, cuore simbolico del Festival.

Piazza Vecchia e il progetto immersivo di Sarah Price
Nota per la capacità di dar vita a giardini emotivamente coinvolgenti, la celebre garden designer britannica Sarah Price vanta un curriculum di tutto rispetto, avendo – tra le altre cose – co-progettato i giardini olimpici di Londra 2012 e firmato interventi di prestigio per istituzioni come il New York Botanical Garden.
Durante una visita in Accademia Carrara, museo di Bergamo che conserva capolavori dal Trecento all’Ottocento, la Price si è lasciata ispirare dai dipinti dei grandi maestri presenti in museo, in particolare da Lorenzo Lotto, dai drappi e dalle cromie vibranti che ne animano le tele. Da questa suggestione prende forma il concept per la nuova Green Square in Piazza Vecchia: un’installazione che nasce proprio in partnership con Accademia Carrara e intreccia arte e natura urbana.
L’installazione di Sarah Price si configura come un paesaggio immersivo fatto di cromie, texture e biodiversità. Affioramenti legnosi di tronchi, rami, fiori ed erbe ornamentali sono incorniciati da pennellate di colore che richiamano le ricche tonalità dei dipinti rinascimentali: il risultato è un invito a immaginare la città come organismo fertile, vivo, in armonia con la cultura, la natura e il futuro. La proposta di Sarah Price è un’opera viva che reinterpreta lo spazio urbano come luogo in cui estetica e funzione ecologica convivono in equilibrio.

“Orti Tintori” di Paolo Chiasera, tra pittura e botanica storica
L’opera di Sarah Price si pone in un dialogo ideale con “Orti Tintori” di Paolo Chiasera, progetto ospitato negli spazi interni ed esterni della Carrara. “Orti Tintori” si compone di due installazioni, collocate tra interno ed esterno. L’opera in interno, “I Giardini di Sardegna, Cipro, Gerusalemme e Bergamo” è una pittura a olio di grandi dimensioni (oltre 26 metri) che dal 2014 l’artista allestisce nei musei: una sorta di architettura mobile, dove l’arte si fa mimetica della natura, per accogliere sulla sua superficie le collezioni museali che incontra. Paolo Chiasera porta così un nuovo paesaggio dipinto dentro la Carrara, un dispositivo che accoglie il visitatore come un “teatro delle meraviglie”.
All’esterno, nei Giardini PwC, l’installazione intitolata “Orto tintorio di Bergamo”, realizzata seminando due piante storicamente utilizzate per la produzione di pigmenti pittorici. In prossimità della semina, per propiziarne la crescita, è interrato un piccolo bronzo e sono installati due stendardi dipinti a olio su tela, realizzati con pigmenti ricavati dalle stesse essenze.
L’Antico Lavatoio
Altra location strategica del Festival è quella dell’Antico Lavatoio, nel cuore della Città Alta di Bergamo, dove il festival propone un intervento che intreccia storia, natura e visione futura. In questo spazio ricco di memoria, ma oggi segnato da una presenza quasi esclusiva di materiali inerti, il progetto mira a reinserire il vivente nel tessuto urbano, restituendo vitalità e biodiversità a un luogo carico di stratificazioni storiche.
L’intervento introduce un nuovo ecosistema urbano, che integra elementi paesaggistici e botanici in dialogo con il contesto storico. Alberi potati secondo geometrie classiche, in omaggio ai giardini formali, convivono con arbusti, graminacee ed erbacee leggere e colorate, capaci di attrarre insetti impollinatori e generare un microambiente vivo. Il Lavatoio si trasforma così in un piccolo giardino urbano che valorizza l’architettura circostante e offre uno spazio accogliente per la sosta, l’incontro e la socialità. Un segnale concreto di come il paesaggio possa diventare strumento di rigenerazione, anche nei centri storici, creando connessioni profonde tra passato e futuro, natura e comunità.
Altri appuntamenti da non perdere
La quindicesima edizione del Landscape Festival propone un palinsesto ricco e trasversale, pensato per coinvolgere studenti, appassionati e professionisti.
Tra gli appuntamenti di punta spicca l’International Meeting (19-20 settembre), una due giorni di riflessione internazionale dedicata alla sostenibilità e alla necessità di reintegrare la natura nel sistema urbano. Interverranno, tra gli altri, Sarah Price, Jon Hazelwood, Mariana Siqueira, Aniket Bhagwat, Kathryn Gustafson, Gioia Gibelli e altri autorevoli professionisti da tutto il mondo.
Il 17 settembre è in programma la Garden Masterclass, condotta da Henrik Sjöman (Swedish University of Agricultural Sciences), per la prima volta in Italia: un workshop focalizzato sulla selezione botanica nei contesti urbani, tra ricerca scientifica e adattamento climatico.
Il 18 settembre si svolgeranno due eventi complementari: l’International Seminar, dedicato al confronto tra giardinieri e paesaggisti attraverso casi studio internazionali, e Urban Planning Ecosystem, un seminario gratuito sulla pianificazione e gestione delle popolazioni arboree urbane.




