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C’è un dramma invisibile che si consuma tra un passo e l’altro, una verità che la regia di Monica Falconi ha saputo spogliare di ogni finzione. Al Cometa Off, Giancarlo Porcari e Alessandro Giova non si sono limitati a recitare: hanno offerto i propri polmoni e il proprio sudore a una realtà che solo il corridore conosce nel profondo.
È la verità del sacrificio. Quella del dolore muto che bussa ogni mattina alla porta degli allenamenti, quando il mondo ancora dorme e tu scegli di rinunciare a tutto. È il tempo rubato con i sensi di colpa alla famiglia, il vuoto lasciato al lavoro, le sedie rimaste vuote nelle serate con gli amici. Un isolamento che somiglia alla follia, ma che in realtà è una ricerca di redenzione.
Eppure, in questo dramma di muscoli e silenzi, è emersa una luce di una chiarezza commovente: la vita non è la distanza percorsa, ma il modo in cui abbiamo respirato insieme a chi ci correva accanto.
Il vero senso di questa Maratona non sta nel traguardo, ma nella sincronia disperata tra Mario e Steve. Due uomini che, nel cuore della fatica, scoprono che l’unico modo per non cadere è accordare il proprio affanno a quello dell’altro. La gioia non risiede nell’arrivare, ma nel non essere stati soli nel buio della strada.
Una prova nuda, essenziale, bellissima. Perché alla fine, oltre il dolore e oltre la gara, resta solo quel respiro condiviso che ci rende umani.
Cometa off
regia di MONICA FALCONI




