Quando la cucina futurista torna a pulsare
L’Almanacco di Raffaella Aschieri è un viaggio sensoriale e visionario nella storia gastronomica italiana

La cucina italiana non è mai stata solo tradizione: è un territorio in movimento, un laboratorio di idee, un luogo dove passato e futuro si incontrano. L’Almanacco della cucina italiana di Raffaella Aschieri riporta alla luce il legame profondo – e spesso dimenticato – tra la nostra tavola e il Futurismo. Un libro che non si limita a raccontare: accende, provoca, invita a guardare il cibo come gesto culturale, come visione, come possibilità. Un viaggio sensoriale che attraversa storia, arte e sapori, e che oggi più che mai parla al presente.
Dove tutto comincia a prendere gusto
Ci sono libri che non si aprono: si assaggiano. L’Almanacco della cucina italiana. Si mangia e si beve futurista di Raffaella Aschieri appartiene a questa categoria rara, quella dei volumi che non chiedono di essere letti ma vissuti. Fin dalle prime pagine si percepisce un calore, un movimento, un invito a entrare in una cucina che non è mai stata solo tradizione, ma fermento, intuizione, avanguardia.
La prefazione di Enrico Bittoto è un piccolo teatro gastronomico: Bologna, la tagliatella, Marinetti che gioca a tradire il “carneplastico” per tornare alla pasta fatta in casa. È un incipit che sa di pentole che sobbollono, di ironia che si mescola al brodo, di storie che si raccontano mentre si impasta. Un’apertura che mette subito in moto il palato e la memoria.
La voce di Aschieri: il cibo che diventa racconto
Raffaella Aschieri scrive come si cucina un piatto che si ama: con cura, con memoria, con un rispetto profondo per ogni ingrediente. La sua voce è duplice: nutrizionista che conosce la materia prima, erede di un futurista che conosce la materia dell’anima. Questa doppia radice rende il libro vivo, vibrante, capace di unire rigore e immaginazione.
Il suo racconto non è mai didascalico: è un gesto. Un gesto che ricompone passato e presente, che accende la storia gastronomica italiana e la fa risuonare nel nostro tempo. La cucina, nelle sue parole, non è solo nutrimento: è linguaggio, identità, possibilità.
Un Almanacco che profuma di futuro
La scelta dell’Almanacco è un colpo di genio. Permette di mescolare saggi, immagini, ricette, citazioni, materiali d’archivio, senza perdere coerenza. È un libro che si sfoglia come un menù degustazione: non in ordine, ma seguendo l’istinto, la curiosità, la fame.
Ogni pagina è un assaggio. Ogni contributo è una portata. Ogni immagine è un profumo che si alza dalla carta.
È un libro che non chiede linearità, ma disponibilità a lasciarsi sorprendere. E in questo, è profondamente futurista.
La cucina italiana come fiume in movimento
Il saggio di Alessandra Guigoni è uno dei momenti più intensi del volume. Con un linguaggio limpido e colto, ricorda che la cucina italiana non è mai stata ferma: è un fiume che cambia letto, colore, ritmo.
La pastasciutta al pomodoro ha due secoli. La polenta di mais è settecentesca. Il cioccolato quotidiano è figlio dell’industrializzazione.
La tradizione, insomma, è un’invenzione continua. E il Futurismo, con la sua irriverenza, ha solo accelerato un processo già in atto: quello di una cucina che non teme di cambiare pelle.
Il Futurismo che morde la tavola
Il Carneplastico di Fillìa, i banchetti del Santopalato, il Manifesto della cucina futurista: più che ricette, sono performance. Gesti che non vogliono solo nutrire, ma provocare, spostare lo sguardo, rompere la quiete della tradizione.
Eppure, molte delle loro intuizioni oggi sono ovunque:
- multisensorialità
- leggerezza
- crudismo
- estetica del piatto
- sostenibilità
Il Futurismo non voleva cambiare il cibo: voleva cambiare il modo di stare al mondo. E in parte, c’è riuscito.
Un sapore che resta in fondo
L’Almanacco di Aschieri è un libro che non finisce quando si chiude. Resta. Come un retrogusto lento, come una nota che torna all’improvviso, come un piatto che non si dimentica.
È un libro che parla di cucina, sì. Ma soprattutto parla di noi: di come mangiamo, di come ricordiamo, di come cambiamo. E di come, a volte, basta un’idea – o un sapore – per riscrivere tutto.
Raffaella Aschieri
Dietista, ricercatrice e divulgatrice, Raffaella Aschieri esplora da anni il rapporto tra cibo, storia e cultura. La sua formazione scientifica si intreccia con una sensibilità narrativa rara, capace di trasformare la cucina in un linguaggio che unisce memoria familiare, antropologia e visione contemporanea. Curatrice dell’Almanacco della cucina italiana. Si mangia e si beve futurista, Aschieri porta avanti un lavoro di recupero e reinterpretazione dell’eredità gastronomica del Futurismo, restituendole profondità, rigore e nuova vitalità. Si occupa di storia dell’alimentazione, cultura gastronomica italiana e narrazioni del cibo, con un approccio che unisce metodo, immaginazione e un’attenzione costante al dialogo tra passato e presente.




