#GiornalismoMorto, si va avanti con sciacallaggio e amichettismo
Alla cialtroneria non c'è tregua, divampa e dilaga sempre di più
#GiornalismoMorto, si va avanti con sciacallaggio e amichettismo. Alla cialtroneria non c’è tregua e ciò che si evince: dilaga e divampa sempre di più. Un giornalismo sempre più commercializzato, che si vende a chi offre di più, ma soprattutto una triste e becera “amicizia”. Il Paese non ha dormito in questi giorni, ansioso di scoprire chi fosse il nuovo commissario tecnico della Nazionale Italiana di calcio. Ma anzitutto è giusto premettere una vicenda ancora più triste: sui social è girato un video di Fabio Caressa, ove narrava una notizia forte e drammatica. Un sunto? Praticamente asseriva che era morto Franco Baresi, un’icona del calcio e del Milan. Morale della favola? Baresi non era morto ancora (è morto purtroppo quest’oggi ndr) e la famiglia stizzita e inorridita, ha fatto sapere attraverso il Milan, di pretendere quello che serve in questi casi e dunque in proposito: rispetto!
#GiornalismoMorto, un mestiere (?) in ostaggio alla solita gente venduta
Rispetto su un qualcosa di delicato, visto che fino a qualche ora fa Baresi combatteva contro la malattia che lo perseguitava da un anno e purtroppo ha vinto lei. Un giornalista, un cronista o chiunque si occupa di tale attività che vive di questo mestiere (?) diffonde una notizia fasulla, prima di accertarsi – l’abc proprio – se è vera o meno? Siamo di fronte a un palese sciacallaggio, in cui si accodano altri presunti colleghi suoi. Uno di questi è proprio un amico di Fabio Caressa, con cui condivide una rubrica di Radio Deejay il sabato: Ivan Zazzaroni. Uno che vive di puro e unico sensazionalismo, che dirige quel che resta del Corriere dello Sport. Uno che ha avuto il coraggio, di sostenere che Roberto Mancini ha avuto “il coraggio” di accettare di tornare come commissario tecnico della Nazionale Italiana di calcio. Uno che si è venduto, accettando tre anni fa i milioni arabi e abbandonare la nave.
#GiornalismoMorto, Caressa e Zazzaroni: simboli di un mestiere defunto e sepolto
Roberto Mancini sarà stato un discreto calciatore, ma un allenatore sopravvalutato e pessimo come uomo: l’ha dimostrato tre anni fa. Chi riesce nell’impresa di essere peggio di Mancini, è proprio chi presiede la Federazione Italiana Giuoco Calcio: Giovanni Malagò. Ancora deve realizzare che la FIGC non è il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, per tutti noto come CONI. Il nostro Paese è alla deriva quasi su tutti i fronti: dalla politica al calcio, dalla cronaca all’attualità e alla sanità. Fino ad arrivare al giornalismo. Un Caressa che ha dato morto Baresi – quando non lo era ancora (che la terra gli sia lieve) – e un Zazzaroni che ammira il coraggio dell’amico Mancini di tornare in Nazionale. Del resto il calcio è in mano ai “giovani”: Claudio Ranieri (prossimo 74enne), Giovanni Malagò (67 anni) e Roberto Mancini (prossimo 62enne). Fra un mese ci sarà già il trigesimo del nostro calcio. Sipario!




