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AL NUOVO TEATRO SAN PAOLO SI ACCENDE UNA PICCOLA STELLA DI SPERANZA PER GAZA

Michela Tilli, autrice di Shakespeare in war, rappresentato al Nuovo Teatro San Paolo dal 22-24 novembre, è diventata protagonista di una piccola storia di speranza, di quelle che partono in sordina ma che un giorno possono fare la differenza, anche solo nel cuore di una sola persona, in un momento di difficoltà. A questo mondo definire difficoltà trovarsi in una zona di guerra è quanto meno un eufemismo, eppure stiamo parlando proprio di questo.

Tutto inizia da un articolo di giornale (https://www.corriere.it/esteri/18_maggio_18/rifaat-professore-che-gaza-insegna-shakespeare-studenti-1c2325e0-5a0d-11e8-89bf-cebd5db44a24.shtml

in cui si parla di un professore di letteratura inglese dell’Università Islamica di Gaza City, Refaat Alareer, che fa qualcosa di davvero insolito: parla di Shakespeare, del Mercante di Venezia e di Shylock. Già di per sé la situazione è particolare, ma diventa addirittura stravagante nel momento in cui il professore mostra agli studenti le somiglianze tra la loro situazione e quella “dell’odiato ebreo” Shylock, in cui paradossalmente un ragazzo di Gaza può facilmente identificarsi, molto più che nel prevedibile Otello.

Michela Tilli ha preso questo spunto e ha realizzato un dramma autonomo, con personaggi che parlano della realtà della Striscia di Gaza in maniera reale e concreta, portandoli attraverso un percorso di consapevolezza che li cambierà per sempre. Una volta completato il testo, Michela Tilli ha inviato la propria opera a Belli Lunghi, concorso gratuito indetto dal Nuovo Teatro San Paolo alla ricerca di nuova drammaturgia (così gratuito da non avere neppure i ben noti “diritti di segreteria” come tassa occulta). Il suo testo è stato selezionato tra 400 opere inviate, è stato allestito e messo in scena lo scorso fine settimana (22-24 novembre). Il giorno della prima, siamo riusciti a ottenere il contatto del professore a cui era ispirato Shakespeare in war, e dopo qualche riluttanza, Michela Tilli ha deciso di contattarlo per raccontargli quello che stava accadendo. Come scrive proprio Michela Tilli “Come autrice ho sempre paura di invadere l’intimità degli altri e se mi ispiro a storie vere cerco di essere delicata, perché ciò che per me è ispirazione per gli altri può essere sofferenza, e di certo è vita”.

Il giorno dopo, il professore Refaat Alareer ha risposto a Michele, e in un momento molto emozionante al termine della replica di sabato 23 abbiamo letto il contenuto della lettera. Questo momento è stato registrato con un video alla cui visione rimando volentieri. Refaat Alareer scrive che questo messaggio arriva nel momento perfetto, proprio nel momento in cui la situazione a Gaza si sta deteriorando e in cui anche un flebile segnale di speranza, il segnale di non essere del tutto dimenticati, ha un valore enorme. Così, sabato sera c’è stato un ponte invisibile tra il Nuovo Teatro San Paolo e Gaza, stabilito dall’amore per Shakespeare, per il teatro e per una maggiore giustizia nel mondo.

(video della conclusione della replica di sabato 23 novembre di Shakespeare in war, cortesia di Marco Massaccesi)

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