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SOS VILLAGGI DEI BAMBINI: CON IL PROGETTO LEAVING CARE NEO MAGGIORENNI E OPERATORI INSIEME PER COSTRUIRE L’USCITA DAI PERCORSI DI ACCOGLIENZA

Che cosa succede ai care leavers, ragazzi che hanno vissuto la loro infanzia o adolescenza in case-famiglia o comunità nel momento in cui compiono 18 anni? Per legge non hanno più diritto ad essere aiutati e seguiti nei loro percorsi di vita, di formazione e di lavoro. Ma siccome diventare adulti così giovani non è semplice, SOS Villaggi dei Bambini in collaborazione con la Direzione Giustizia della Commissione Europea con il progetto Leaving Care da oltre due anni lavora su un doppio fronte: da un lato ha formato oltre 200 operatori tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino, Lazio e Sicilia per dare loro competenze specifiche in grado di aiutare i neo maggiorenni sui temi del diritto al lavoro, all’istruzione e alla casa e, dall’altro, ha coinvolto gli stessi care leavers nelle attività di progetto di formazione dei professionisti e di promozione dei loro diritti.

 Roma, 11 febbraio 2020 – Per circa 3.000 ragazzi in Italia, il compimento della maggiore età è tutt’altro che un sogno per cui fare il conto alla rovescia. Si tratta dei care leavers, ovvero quei ragazzi che hanno vissuto in affidamento o in comunità e al raggiungimento della maggiore età, con lo scadere della tutela legata al loro status di minorenni, sono costretti a lasciare il sistema di accoglienza che li ha sostenuti fino a quel momento e si ritrovano ad entrare nella vita adulta. Un fenomeno che a livello globale riguarda 64 milioni di giovani in tutto il mondo[1] mettendoli a rischio di povertà, esclusione sociale e sfruttamento.

Alla delicata fase di uscita dal percorso di accoglienza fuori famiglia dei care leavers e, in particolare, ai risultati raggiunti dal Progetto Leaving Care, nato con l’obiettivo di fornire competenze specifiche agli operatori in materia di accompagnamento e preparazione dei ragazzi nella fase di transizione, è dedicata la tavola rotonda “Percorsi di autonomia. Esperienze e risultati con i care leavers”, promossa da SOS Villaggi dei Bambini, che si è svolta questa mattina, presso la sede del Comitato Italiano per l’UNICEF a Roma.

 L’incontro – a cui hanno preso parte, tra gli altri, Maria Grazia Lanzani Presidente SOS Villaggi dei Bambini, Paolo Rozera Direttore Generale UNICEF e l’on. Emanuela Rossini per citare solo alcune delle rilevanti presenze – è stata un’occasione di confronto e riflessione sul progetto Leaving Care, avviato nel 2018 come proseguimento del progetto Prepare for Leaving Care, finanziato da SOS Villaggi dei Bambini, in collaborazione con la Direzione Giustizia della Commissione Europea e che ha permesso di formare tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino, Lazio e Sicilia 201 operatori fornendo loro formazione specifica sulla fase di uscita dai percorsi di accoglienza e sui temi del diritto al lavoro, all’istruzione e alla casa. Un progetto che ha visto il contributo degli stessi care leavers anche nella fase di progettazione in veste di co-formatori per realizzare un programma che rispondesse pienamente alle loro esigenze.

Il progetto Leaving Care ha fornito agli operatori una formazione a 360° anche in materia di diritto, attenzione agli aspetti emotivi, conoscenza di strumenti e metodologie per supportare gradualmente i giovani senza adeguate cure parentali a gestire problemi e situazioni che incontreranno nella vita quotidiana, a inserirsi nel mondo del lavoro e a cercare un’abitazione. Sono stati introdotti nuovi stimoli e metodologie che si sono intrecciate con le esperienze vissute dai care leavers. Durante la tavola rotonda i partecipanti hanno posto l’attenzione sulla qualità dei percorsi di uscita dall’accoglienza e sulla sostenibilità economica delle azioni di supporto ai care leavers.

L’approvazione, in prima lettura alla Camera, dell’emendamento della deputata Emanuela Rossini per il finanziamento di ulteriori 9 milioni di euro fino al 2024 del Fondo sperimentale a favore dei giovani in uscita dal percorso di accoglienza e il prolungamento dai 21 ai 25 anni del percorso di accompagnamento per completare un percorso universitario sono la dimostrazione che è importante proseguire nel sostegno all’autonomia di questi giovani”, ha commentato Roberta Capella.

L’evento è stato realizzato in collaborazione con: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, UNICEF, Agevolando, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Istituto degli Innocenti, Cismai, Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano, Garante dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Milano, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Coordinamento Nazionale delle Comunità per Minori, Comune di Trento, Provincia di Trento, Città di Torino.

[1] “Young People Are Far More Likely to Be in Working Poverty.” ILOSTAT, 22 Nov. 2019, ilostat.ilo.org/2019/10/16/young-people-are-far-more-likely-to-be-in-working-poverty/

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