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Al via la terza dose del vaccino, priorità ai malati e agli over 60

Se ne parla da un mese circa, intensificandosi il discorso nelle ultime settimane, ma ora è ufficiale: a fine mese al via la terza dose del vaccino anti – covid-19. E’ già certo che si tratterà del vaccino Pfizer, dunque niente AstraZeneca e niente Moderna. Priorità sarà data a chi ha oltre sessant’anni e chi soffre di patologie.

Sarà vaccino Pfizer, a prescindere da quale somministrato nella prima dose e nella seconda, quella del richiamo. A proposito di quest’ultimo, la terza dose scatterà a partire da fine ottobre, sia a chi ha più di sessant’anni e a chi soffre di patologie particolari, ma devono essere trascorsi almeno sei mesi, dalla seconda dose.

Appunto, quella del richiamo. Esemplificando il concetto: se mi sono vaccinato il 7 luglio, la seconda dose l’ho ricevuta il 9 agosto, mi toccherà la terza dose non prima di febbraio, cioè da febbraio 2022 in poi. Adesso la priorità è insistere a persuadere chi ha addirittura non ha né prima e né seconda dose.

Se ci troviamo ancora in questa situazione, è un po’ per dolo – l’intenzione di non vaccinarsi o rifiutarsi, come si preferisce metterla, è solo incoscienza o ignoranza – ma ognuno è libero di scegliere per sé. E un po’ per paura: la fobia è da capire, ignorare cosa ci iniettano e pensarci, induce a evitare di vaccinarsi.

Ciononostante, vaccinarsi resta l’atto più giusto, più equo, più razionale, più saggio e più coerente da compiere. Ne vale per la salute di tutti e di chi ci sta intorno quotidianamente, tra famiglia e colleghi di lavoro che incrociamo sempre. Non vaccinarsi, comporta rischiare la propria salute e soprattutto quella degli altri.

Costoro li esponiamo al pericolo, tossire o starnutire accanto a loro – inconsci e ignari se ci siamo vaccinati o meno – significa azzardare troppo. Ad oggi non ci possiamo permettere di tornare a diciannove mesi fa o a quante famiglie che hanno perso parenti a causa della pandemia. È tempo di usare la testa.

Se quantifichiamo la situazione: sono più di otto milioni che non ha ricevuto neanche la prima dose. Troppi. Bisogna spingere queste persone a vaccinarsi quanto prima; i contagi che calano dimostrano che il problema sono proprio loro. L’astensionismo quasi mai è giusto, a maggior ragione in questi casi.

 

 

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