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Esordisce il green pass, non tutti sono a favore. È giusto opporsi?

Da venerdì 15 ottobre è debuttato il green pass, il codice a barre che permette a tutti di entrare in determinati posti o di lavorare, certificando che la persona in questione che lo esibisce, si è vaccinata. Per chi invece non si è vaccinato, varrà la regola del tampone: almeno due a settimana.

Discorso relativo a chi lavora dal lunedì al venerdì, mentre chi lavora dal lunedì al sabato o dal lunedì alla domenica, tre tamponi a settimana: in sintesi, ogni due giorni. Di conseguenza gli/le tocca mostrarlo al suo datore di lavoro, o chi è incaricato di controllare il green pass o l’esito del tampone stesso.

Ove c’è il caso di chi non si è scaricato il green pass, o non si è vaccinato – dunque niente tampone eventualmente – il soggetto coinvolto non può lavorare. Il datore di lavoro è obbligato a rimandarlo a casa, onde evitare gravi conseguenze: sia per sé che per il lavoratore stesso. Scattano pene severe per entrambi.

Per chi è vaccinato e non ha il green pass, si tratta solo di menefreghismo e stupidità: sono giorni che se ne parla e straparla. Basta andare in farmacia e mostrare la tessera sanitaria, per quanto concerne il cartaceo. Mentre in via telematica, c’è l’applicazione IO che indica la prassi da seguire, per come scaricarlo.

Per chi non è vaccinato invece – contrarietà che ancora si fatica a spiegare, motivare e giustificare – come accennato prima, il tampone è obbligatorio. Ci si chiede: non è meglio vaccinarsi, piuttosto che tollerare un fastidioso oggetto nel naso per due/tre volte a settimana? Non è meglio vaccinarsi, che non vaccinarsi?
Ognuno è libero di agire e pensare come meglio crede, sia chiaro. Chi è vaccinato rischia meno, può essere più sereno a differenza di chi non è vaccinato. Allo stesso tempo chi è vaccinato, è anche colui che protesta e contesta il green pass, non si discosta molto dai “famosi no vax” se ci riflettiamo.

Non è da escludere che chi contesta il green pass, sia un non vaccinato. Manifestare in massa o organizzare cortei per far sentire la propria voce contro un qualcosa che di questi tempi è quasi sacrosanto, ne vale la pena? Perché non scendere in campo per protestare contro una bolletta della luce che è schizzata a quaranta euro?
Perché non scendere in campo per protestare contro la benzina che è salita a due euro al litro? C’è più senso e logica criticare e impugnare queste cose, piuttosto che sprecare energie semplicemente per il green pass, il che è giusto e legittimo. Ecco ci si indignasse più per la benzina o per la bolletta della luce e non per quello. Anche da questo si capisce quanta è enorme la pochezza di alcune persone.

Alfonso Infantino

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