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EUROPEI DI CALCIO 2032, L’ITALIA SI PROPONE PER OSPITARE L’EVENTO. CEFERIN (PRESIDENTE UEFA): “SITUAZIONE INFRASTRUTTURE TERRIBILE”

L’Italia si è ufficialmente candidata ad ospitare gli europei di calcio del 2032, il presidente Uefa Aleksander Ceferin non sembra indirizzato però ad affidarle l’organizzazione del torneo. Quanto siamo lontani ancora rispetto agli altri stati Europei?

 Durante un’intervista rilasciata a Sky Sport, il settimo presidente dell’UEFA Aleskander Ceferin ha risposto ad una domanda riguardante la candidatura presentata dall’Italia lo scorso febbraio per ospitare gli europei di calcio del 2032. La risposta non lascia ben sperare per noi, visto che il dirigente UEFA dice:” Ho parlato molto con Gabriele Gravina (presidente Federazione Italiana Giuoco Calcio) riguardo a questo tema. Penso che l’Italia sia una nazione che vive di calcio e respira calcio. E questa non è una dichiarazione diplomatica, ma lo dico perché lo vedo ogni giorno. Il problema per l’Italia è che la situazione a livello di infrastrutture è abbastanza terribile per un paese di calcio di questo livello. Sarebbe importante garantire un implemento delle risorse per permettere all’Italia di migliorare. Se non arriverà un aiuto dal governo italiano, garantendo che nuove infrastrutture vangano costruite, potrebbe essere un problema”.

Indubbiamente per il nostro paese ospitare un evento del genere, di una portata così vasta, attirando centinaia di migliaia di tifosi e non, sarebbe una manna dal cielo visto che genererebbe introiti e numerosissimi posti di lavoro, creati appunto, per la manifestazione in questione. Ma ovviamente, per far sì che questo accada, il paese ospitante dev’essere anche in grado di poter gestire tale evento, ed a quanto pare agli occhi di chi il paese lo dovrà scegliere, noi ancora non lo siamo. Ma quanto nello specifico siamo lontani noi come infrastrutture e organizzazione rispetto al resto dell’Europa?

Lontanissimi, basti pensare che secondo alcuni dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, in Italia l’investimento negli stadi è di un centesimo rispetto al resto d’Europa. Dove nel nostro paese vengono spesi 150 milioni di euro per ristrutturare e costruirne di nuovi, i nostri vicini ne spendono 15 miliardi. Ad esempio, in Inghilterra (e non solo) ogni squadra, ed ogni squadra non è un’esagerazione, ha un suo stadio di proprietà che genera introiti, posti di lavoro, maggior appeal a livello internazionale, e per l’appunto, vengono costantemente ristrutturati e innovati. Per far comprendere ancora di più l’abisso che ci separa, in questo caso mettendoci a paragone a livello di infrastrutture proprio con l’Inghilterra, la sedicesima in classifica del campionato nazionale inglese, L’Everton F.C. ha un suo stadio di proprietà, il Goodison Park, da poco meno di 40mila posti circa. Grazie e soprattutto ad un alto livello di organizzazione e innovazione, non lo riusciremo mai a trovare semi-vuoto, cosa che spesso accade quando si guardano partite in Italia tra squadre che occupano le medesime posizioni di classifica o comunque con uno scarso bacino d’utenza. Non volendo mettere a paragone quest’ultime al club inglese, per rendere ancora più marcata la netta differenza, ci affideremo alla terza classificata del campionato italiano di quest’anno, l’SSC Napoli. La squadra campana gioca le sue partite in casa all’ex stadio San Paolo, ora Stadio Diego Armando Maradona, che ha una capienza massima di 54mila spettatori, costruito nel 06/12/1959 e ristrutturato nel 1990 in occasione dei mondiali di calcio. L’ultima ristrutturazione che ha avuto il Diego Armando Maradona è stata cambiare il colore dei seggiolini, installare maxischermi in prossimità delle curve, e tagliare di poco la capienza massima. Nel mentre invece l’Everton, sta per iniziare i lavori per la demolizione del vecchio stadio e la costruzione di un nuovo impianto all’avanguardia e innovativo, che costerà 500 milioni, ma soprattutto, avrà dei tempi di costruzione di soli 5 anni, e per i permessi non ne hanno aspettati altri 5 ma sono stati raggiunti in tempi, per noi, impensabili. Rimarcando il fatto che si sta parlando della 16esima squadra in Inghilterra contro la 3a in Italia.

Al momento tutto ciò pesa ed è evidente viste le parole di Ceferin. Sperando comunque in un netto miglioramento nel prossimo futuro per essere magari scelti davvero per ospitare gli europei nel 2032, questa è per ora tutta la differenza, ovvero che i nostri vicini abbattono stadi (che noi potremmo solamente sognare ad oggi) e ne costruiscono di migliori all’avanguardia, mentre noi cambiamo il colore dei seggiolini.

 

Jacopo Stella

Un'eredità che vale una vita
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