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Albano Laziale – Opposizioni contro Borelli

“La firma all’appello per Draghi è sostanziale si al termovalorizzatore. Doveva consultare il Consiglio Comunale”

“Scopriamo solo da Facebook che il sindaco di Albano ha firmato la petizione con cui alcune centinaia di suoi colleghi chiedono la conferma di Draghi. E’ appena il caso di ricordare che in Italia ci sono circa 8.000 comuni e migliaia di sindaci, la grande maggioranza, non hanno firmato. Nonostante il sindaco provi a dare un’egida istituzionale alla sua iniziativa, ma è abbastanza evidente che, sottendendo una precisa volontà politica di parte, la decisione di firmare non poteva essere presa senza aver informato almeno il Consiglio Comunale ed aver ottenuto da quest’ultimo il benestare. La superficialità con cui il sindaco ha firmato è resa ancora più grave dal fatto che il Decreto Aiuti, su cui il governo Draghi ha posto la fiducia, contiene la concessione di poteri straordinari al sindaco Gualtieri per la gestione in autonomia del ciclo rifiuti di Roma e la realizzazione del termovalorizzatore ai confini di Albano. Senza i poteri, di fatto da commissario straordinario, il primo cittadino non potrebbe derogare al piano rifiuti regionale, che lo ricordiamo non prevede termovalorizzatori. Per quanto sopra premesso, possiamo  con certezza affermare che il sindaco ha firmato la petizione non in nostro nome e, soprattutto, non in nome di tutti gli elettori che rappresentiamo in consiglio comunale e non in nome di tutti i cittadini che non si riconoscono nel PD”.

A dichiararlo i gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, della Lega, di Insieme per Pavona e del Movimento 5 Stelle.

Un'eredità che vale una vita
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