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Epidemia del fumo, conseguenze gravi per la salute e per l’ambiente

Ragazzi e ragazze, le vittime più vulnerabili da salvare

Epidemia del fumo, costituisce da sempre conseguenze gravi per la salute e per l’ambiente circostante, non scopriamo ora l’uovo di colombo. Più della metà delle persone decedute da tumore in Italia si potrebbe eludere, agendo sui principali fattori di pericolo che possono causare un eventuale tumore appunto, un esempio è il fumo. Dal Ministero della Salute trapela infatti che ogni anno in Italia quasi centomila individui che muoiono, avviene a causa del fumo. Quando il tumore colpisce uno dei due polmoni, non è perché si sono eventualmente infiammati drasticamente i bronchi dove respiriamo, ma per dipendenza da tabacco e nell’80% dei casi la gente è morta per questo. Sono segnali che dovrebbero spingere la gente a smettere o a non iniziare proprio, soprattutto ragazzi e ragazze. La curiosità porta ad una sola strada: dipendere dal fumo. Bisogna stroncarla sul nascere! Sembra aver inserito lo stesso disco, ascoltando la stessa musica e questa qui nuoce, metaforicamente parlando.

Epidemia del fumo, ragazzi e ragazze ci cadono. Bisogna salvarli/e

I giovanissimi sono i soggetti più vulnerabili in questa circostanza, i quali già dalle scuole assaggiano questa novità, una novità dannosa e pericolosa per loro stessi e per chi c’è intorno. Inutile raccontare cosa contiene una sigaretta, basta rammentare che è formata da sostanze cancerogene e di conseguenza si crea questa equazione: sostanze cancerogene = tumore = morte. Un’uguaglianza da stroncare sul nascere come dicevamo, perché non si può morire in maniera così banale, non si può morire a causa di un brutto vizio che ormai sembra quasi normalità. Il fumo è carnefice per l’essere umano, ma anche per l’ambiente: per creare una sigaretta si consumano 3,5 litri di acqua, a livello globale si consumano ventidue miliardi di tonnellate di acqua ogni anno. Pari a nove milioni di piscine olimpioniche. Senza dimenticare i mozziconi: oltre il 40% dispersi tra i mari e i fiumi, superando le bottiglie di platica. Ad oggi sono quattro volte maggiore a queste ultime. E’ ora di dire stop!

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