#TerminiImerese, quando stare “dietro le sbarre” diventa terapia. Inaugurata PERDONAMI
Per non emarginare chi vive nelle carceri, ecco l'opera PERDONAMI

#TerminiImerese, quando “stare dietro le sbarre” diventa terapia. Inaugurata PERDONAMI. Un’opera pittorica realizzata dai detenuti della casa circondariale “A.Burrafato” di Termini Imerese (Palermo) e curata da Igor Scalisi Palminteri. Non è necessario considerato l’opera in sé, ma quanto il concetto che si cela dietro a essa: consentire a chi vive nelle carceri, di sentirsi vivo. Uno spunto per respirare un’aria diversa, da quella consueta che annusa quotidianamente. E’ fondamentale carpire il messaggio che questa iniziativa vuole rivelarci: togliere l’idea a chi è detenuto, di percepire di essere rifiutato dalla società. Anzi l’opera PERDONAMI è sorta per svelare tutt’altro. “A buon intenditor poche parole”, dicono quelli buoni e vale anche stavolta, in questa circostanza.
#TerminiImerese, quando “stare dietro le sbarre” diventa terapia. Un’opera con 232 protagonisti
L’opera PERDONAMI è partorita per aiutare a chi è relegato dietro ad una cella, di essere ancora protagonista nella società attuale, non un mero numero da esporre in una tuta arancione. Un’opera che ha coinvolto duecentotrentadue persone – le quali ognuna di esse ha una sua storia penale diversa (che non è interessata a nessuno in questa iniziativa, non essendo la priorità) – e ciascuna si è imbattuta in un progetto diverso: tra ristorazione, giardinaggio, manutenzione etc. Dalla parola PERDONAMI etimologicamente si evince cosa significa e in qualche modo quello è il messaggio che punta a lanciare: con piccoli gesti ci si riscatta dal torbido passato e per un attimo sparisce rammentare il contesto in cui ci si trova. Recuperare, inserire e integrare. I verbi giusti.




