
L’ingresso al Teatrosophia non è un semplice passo, è l’accettazione di un invito sussurrato a varcare la soglia dove il tempo, per amore della bellezza, si è fermato. L’atmosfera iniziale ci avvolge in un sogno lucido: la musica elettronica martellante non è rumore, ma il battito febbrile di un cuore che non può morire.
Veniamo subito accolti nel salotto psichedelico di un’anima in pena, dove il regista Matteo Fasanella ci presenta la sua ossessione: Dorian Gray. È Costantino Seghi, con la sua magnetica immobilità, a incarnare l’amore per la propria immagine e la condanna più grande: l’eterna giovinezza senza pace.
Attorno a lui si muove una galleria di spettri e amanti perduti. Diana Forlani, Sabrina Sacchelli, Nicolò Berti e Lorenzo Martinelli diventano le reincarnazioni emotive di tutte le epoche attraversate da Dorian: le muse di Andy Warhol, i riflessi androgini di David Bowie, e gli spettri del suo grande amore maledetto.
Siamo ospiti involontari di questa confessione secolare, rapiti dal fascino di un uomo che ha barattato la mortalità per un’immortalità intrisa di noia e tormento. E proprio quando il dramma della sua solitudine raggiunge il culmine, interviene una voce fuori campo autorevole: quella di Gianni De Feo. La sua cadenza, magistralmente suadente e cinica, incarna la Coscienza Eterna dell’Arte, che ricorda a Dorian, con tragica ironia, la vera e unica immortalità: non è la vita eterna, ma l’opera d’arte che resta…intrappolati in un Club che non chiuderà mai.
TEATROSOPHIA.
Andrea Cavazzini ufficio stampa
DAL19 AL 23 E DAL 26 AL 30 N0VEMBRE 2025





