Eventi

IL SENSO DEL RIDICOLO

Festival sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira
Livorno, 28-30 settembre 2018
terza edizione

Il programma di sabato 29 settembre

Prosegue domani, sabato 29 settembre, a Livorno la terza edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira.

Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi, promosso dalla Fondazione Livorno, è gestito e organizzato dalla Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana.

Si inizia alle ore 10 nella Piazza dei Domenicani con l’antropologo Adriano Favole sul tema del ridere per fuggire, mentre si fugge per ridere secondo due livornesi che si sono distaccati dalla città natale e di distacco hanno parlato nei loro rispettivi lavori: il cantautore e scrittore Simone Lenzi, recente autore del libro In esilio e la giornalistaConcita De Gregorio, che con la sua inchiesta televisiva «FuoriRoma» esplora e rivela a se stessa l’Italia lontana dal centro (ore 11, Piazza del Luogo Pio).

Alle ore 12, in Piazza dei Domenicani, si parlerà di plagi, ispirazioni, furti nel campo dell’umorismo, offrendo una rassegna di esempi storici, e sarà anche l’occasione per presentare l’ebook “La comicità dei copioni”, che raccoglie gli interventi della tavola rotonda organizzata lo scorso aprile da Il Senso del ridicolo presso la IULM di Milano, in collaborazione con la SIAE. Un incontro condotto da Gabriele Gimmelli, che ha curato la pubblicazione, e l’autore e scrittore comico Walter Fontana, che è stato fra i protagonisti della tavola rotonda.

Alle ore 15,30, sempre in Piazza dei Domenicani, la sociolinguista Vera Gheno e il filosofo della comunicazione Bruno Mastroianni descriveranno la «fattoria degli animali social»; dalle ore 17.15, in Piazza del Luogo Pio due eventi a seguire affronteranno il tema Come è la comicità milanese?”: prima verrà evocata da Marco Ardemagni, Sandro Paté e altri ospiti la Milano del cabaret, di quella linea che parte da Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Beppe Viola e arriva sino al cabaret di Zelig e all’omonimo programma televisivo (ore 17,15); poi si ascolterà la testimonianza di un protagonista della scena musicale e televisiva di questi anni, Rocco Tanica, che ci porterà frammenti della pluridecennale esperienza del gruppo di Elio e Le Storie Tese (ore 18,30).

In serata, alle ore 21 al Teatro Goldoni, l’attore Fabrizio Gifuni regalerà a Livorno una sua scelta delle pagine in cui il teatro gaddiano del mondo si fa più grottesco, e amaramente esilarante.

Carlo Emilio Gadda non ha mai scritto per il teatro, ma tutto quello che Gadda ha scritto è teatro: teatro del mondo che rivela la sua anima comica e tragica nelle mille lingue reinventate dal caleidoscopico scrittore lombardo. A dare voce a queste lingue è Fabrizio Gifuni, l’attore e drammaturgo che di Gadda ha già esplorato la ferita esistenziale da cui è scaturita la sua scrittura, unica.

Sempre alle ore 21 al Teatro Vertigo verrà proiettato il film “Saxofone” di Renato Pozzetto (1978), nell’ambito della rassegna dei film curata da Gabriele Gimmelli

Sabato e domenica la linguista Giulia Addazi animerà laboratori e giochi per bambini e ragazzi.

Alla Sala degli Archi della Fortezza Nuova è inoltre aperta «ABAB – La stanza dei giochi di Alighiero e Agata Boetti». La stanza dei giochi era quella che l’artista Alighiero Boetti aveva allestito nel suo studio di Trastevere per giocare con i suoi figli.

La figlia Agata ha trasportato quella stanza alla Fortezza Nuova e invita tutti, piccoli e grandi, ad ammirare lo zoo e a partecipare ai giochi che allora aveva inventato assieme a suo padre. ABAB sono le iniziali di Alighiero Boetti e Agata Boetti, sono le rime alterne di una quartina e sono il titolo di un piccolo libro, edito da Corraini.

Come negli anni passati, il festival è reso possibile grazie anche all’impegno di molti giovanissimi volontari.  Alla Bottega del Caffè si potranno ammirare le fotografie, bellissime, che i volontari delle precedenti hanno scattato ai protagonisti e al pubblico del festival, pubblicate anche nel libro Gli occhi del ridicolo.

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