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La giornata della disabilità non serve, un’altra vittima a Napoli

Si sensibilizza la vicenda ed ecco un altro caso. Quasi un paradosso

Centocinque le donne maltrattate, ventiquattro di esse sono state addirittura abusate sessualmente. Di cosa parliamo? Del tema che è sulla bocca un po’ di tutti in questi giorni: la disabilità. Donne con disabilità sono state oggetto di quella oscenità appena narrata al primo rigo. Ci saranno altri convegni, meeting e incontri per sensibilizzare la questione, ma questa situazione non cambierà mai. Leggeremo sempre sui siti, sui giorni e telegiornali triste notizie che li coinvolge in quanto vittime. Vittime dell’oblio altrui, di un prossimo egoista e cinico pronto a nuocerle alla prima occasione, ad approfittare di una posizione fisica e mentale migliore. Invece paradossalmente mostrano tutta la loro vigliaccheria e come dovrebbero vergognarsi sempre.

A Napoli nel quartiere Secondigliano, un’altra triste vittima

Stavolta la vicenda vede protagonista una ragazza di tredici anni affetta da disabilità, essere presa di mira da stupidi e insignificanti coetanei, pronti ad approfittare di lei in palese difficoltà a reagire. Un branco di deficienti si sono presi il suo cellulare e hanno iniziato a filmarla, a deriderla per il suo status fisico. Bullizzare in massa chi non può difendersi, riassume quanto accennato prima: è vigliaccheria. Si credono furbi, grandi e forti in gruppo, ma singolarmente valgono meno di zero. Nessuno di questi ragazzi avrebbero avuto il fegato di affrontare la ragazza da soli, perché non hanno neanche idea di come approcciare, per quanta pochezza siano come persona. Ma se a tredici anni ci si comporta così, molte delle responsabilità sono da attribuire ai genitori. Se esistono.

Un'eredità che vale una vita
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