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Donne per la prima volta al voto, accadde il 2 giugno 1946

Una svolta epocale quella di settantasette anni fa

Da sempre c’è chi purtroppo nella vita c’è chi recita un ruolo di primo piano e chi il secondo, non è molto carino dirlo e scriverlo, ma la realtà dei fatti dice questo. Cerchiamo di stigmatizzare – sbagliando – o peggio minimizzare la cosa, ma invece bisogna accettare e menzionarlo perché tacere non significa aver risolto il problema. Anzi in questo modo contribuiamo ancora di più ad accentuarlo. La donna da sempre viaggia in seconda classe al cospetto dell’uomo, sempre in prima. C’è da anni questa discrepanza e più avanti andiamo e più la situazione è destinata a degenerare ancora. Senza dimenticare la questione salariale, un altro tasto dolente.

Il 2 giugno 1946 è una data storica: la donna esordisce al voto

Ebbene sì, settantasette anni fa l’assemblea costituente ratificava e documentava un evento fino ad allora ignoto a tutti: la donna può votare. Un essere umano diverso da quello maschile, debuttava al voto. La donna poteva scegliere chi o cosa votare, un’anomalia per tutti gli uomini quando scoprirono questa novità tanto estrema, quanto assurda per quanto sia strano che non votassero dapprima, per noi del 2023. Siamo sicuri che in questo 2023 siamo più avanti di settantasette anni fa? Da quanto emerge dalla nostra odierna attualità, più avanti andiamo e peggio stiamo. La vicenda di questi giorni di Giulia si racconta da sola. Dunque non siamo più avanti.

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